16/05/2012, 00.00
CINA – STATI UNITI
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Chen Guangcheng al Congresso Usa: “Molestie contro la mia famiglia”

Il dissidente cieco parla per la seconda volta dalla sua fuga con il Parlamento americano e denuncia le autorità comuniste dello Shandong, che arrestano in maniera arbitraria i suoi familiari e amici. Il Dipartimento di Stato Usa conferma: il visto per lui e i suoi è pronto, possono partire “appena Pechino sarà pronta”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Il dissidente cieco Chen Guangcheng ha telefonato per la seconda volta al Congresso americano per denunciare le autorità comuniste dello Shandong di molestie nei confronti della sua famiglia, rimasta nel villaggio di Linyi dopo la sua rocambolesca fuga. Nel frattempo, le autorità americane hanno confermato di "essere pronte" ad accogliere l'attivista - noto per le sue battaglie contro gli espropri e gli aborti forzati - in un'università di New York insieme alla sua famiglia.

Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha reso noto che il processo per il rilascio del visto per Chen, la moglie e i due figli si è "concluso in maniera positiva più di una settimana fa"; il permesso gli consentirà di studiare all'università di New York (NYU), che gli ha offerto una borsa di studio. Secondo gli accordi presi, il governo cinese dovrebbe permettere a Chen di studiare in America. Per la Nuland "la famiglia Chen potrà partire appena Pechino sarà pronta".

Il caso Chen Guangcheng è scoppiato lo scorso 26 aprile, quando il dissidente è riuscito a fuggire dagli arresti domiciliari illegali che gli erano stati imposti dal regime dopo 4 anni di galera. Rifugiatosi nell'ambasciata Usa a Pechino, Chen ha scatenato una battaglia diplomatica fra Pechino e Washington, impegnate negli annuali Dialoghi economici bilaterali. Dopo due giorni di stallo, il dissidente ha lasciato l'ambasciata con la rassicurazione di poter lasciare il Paese: al momento si trova in un ospedale della capitale cinese, guardato a vista dalla polizia.

Parlando con una Commissione del Congresso americano, Chen ha denunciato le percosse e gli arresti arbitrari di alcuni suoi familiari. Il nipote, Chen Kegui, è stato arrestato con l'accusa di "omicidio" per essersi difeso con un coltello dall'attacco di alcuni membri della polizia che erano entrati in casa sua per cercare il dissidente. L'accusa non regge, dato che non è morto nessuno.

 

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