21 Novembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 13/08/2012
EGITTO
Chiesa cattolica egiziana: "Positive" le dimissioni del gen. Tantawi
La decisione del presidente Mohammed Morsi segna la fine del doppio potere esercito-istituzioni civili. Il cambio dei vertici del Consiglio Supremo delle Forze Armate segue la tragedia del valico di Rafah (Sinai) costata la vita a sette soldati. Restano alti i timori di un'islamizzazione della società da parte dei Fratelli musulmani.

Il Cairo (AsiaNews) - "Le dimissioni del gen. Hussein Tantawi chieste dal presidente sono positive e hanno posto fine al doppio potere fra militari e istituzioni civili, non adatto al buon governo del Paese". È quanto afferma ad AsiaNews p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, in merito al recente cambio ai vertici dell'establishment militare ordinato da Mohammed Morsi. La mossa del capo di Stato islamista ha suscitato molte critiche, ma secondo il sacerdote non è contro la legge. "Come accade in tutte le democrazie - spiega - il presidente può rinnovare i vertici una volta salito al potere". "Ciò che preoccupa - continua - - è l'eccessivo potere dei Fratelli musulmani e il rischio di un'islamizzazione della società egiziana".

La richiesta di dimissioni del capo del Consiglio Supremo delle Forze Armate (Scaf), è stata comunicata lo scorso 11 agosto. Insieme al gen. Tantawi, nominato poche settimane fa ministro della difesa, si dovrà dimettere anche  Sami Annan altra figura chiave dello Scaf legata al vecchio regime di Hosni Mubarak.  Ieri, Morsi ha annunciato anche la cancellazione del documento costituzionale firmato il 17 giugno, che dà all'esercito il potere legislativo fino alla presentazione della nuova costituzione. Morsi ha affermato che la scelta è "stata fatta per il bene del Paese". I nuovi generali nominati appartengono  all'attuale establishment militare. Nessuno di loro è legato ai Fratelli musulmani, anche se essi sono tutti religiosi osservanti. Tuttavia vi sono ancora molti dubbi sul futuro ruolo del gen. Tantawi, che non ha ancora dichiarato se accetterà o meno la decisione del presidente. Intanto, la presidenza ha già indicato un sostituto. Egli è il gen. Abdel-Fattah al-Sisi, che servirà anche come ministro della Difesa.

"Molti partiti - continua p. Greiche - pur condividendo la necessità di un cambio ai vertici, sostengono che Morsi ha agito in modo unilaterale senza consultare le altre forze politiche, aumentando la diffidenza verso gli islamisti". "Tutti gli egiziani che credono in uno Stato laico hanno paura dei Fratelli musulmani - sottolinea - ma senza l'eccessiva ingerenza dei militari la politica sarà più trasparente e si saprà  chi prende le decisioni, siano esse giuste o errate. In caso di decisioni impopolari, i Fratelli musulmani saranno l'unico bersaglio di manifestazioni e proteste".

Il cambio ai vertici del potere militare avviene dopo l'attacco degli estremisti islamici contro un posto di blocco sul valico di Rafah (North Sinai) al confine con la Striscia di Gaza e Israele, costato la vita a 16 soldati. Il fatto ha scioccato l'Egitto e ha scatenato molte critiche nei confronti dei militari, accusati di gravi negligenze nel mantenere sicurezza nel Paese, soprattutto nella penisola del Sinai. Per dare un segnale a Israele e alla popolazione, entrambi scettici sull'efficienza delle forze armate, l'esercito ha dato il via a una serie di raid aerei per stanare e catturare  i gruppi terroristi attivi nella zona.

Dopo il crollo di Mubarak, la zona si è trasformata in una terra senza legge dominata dai beduini e gruppi terroristi. La maggior parte dei soldati uccisi nell'attacco non aveva esperienza. Essi sono stati sopresi dai terroristi mentre erano impegnati a celebrare l'iftar (cena per la fine del digiuno), invece di sorvegliare l'avamposto. Nei giorni scorsi , il presidente ha chiesto le dimissioni di Muraf Muwafi, capo dei servizi segreti, Abdel Wahab Wabruk, governatore del North Sinai, e Hamdi Badeen capo della polizia della regione.  

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
04/07/2013 EGITTO
Chiesa cattolica: "In Egitto non vi è un colpo di Stato"
31/01/2012 EGITTO
Elezioni egiziane, nuova vittoria degli islamisti. Militari forse via entro maggio
18/06/2012 EGITTO
Mentre gli islamisti vantano la vittoria alle presidenziali l'esercito si riprende il potere
21/11/2011 EGITTO
Egitto, sale il bilancio degli scontri in piazza Tahrir: 30 morti e mille feriti
11/07/2012 EGITTO
Migliaia di islamisti in piazza contro la Corte suprema ostaggio dei militari

In evidenza
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate