08/04/2006, 00.00
COREA DEL SUD
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Chiesa coreana: campagna pro-life in memoria di Giovanni Paolo II

La campagna comincerà il 20 aprile. Fra i documenti che verranno utilizzati vi è l'enciclica "Evangelium Vitae". La chiesa di Corea continua la sua battaglia contro la manipolazione degli embrioni.

Seoul (AsiaNews­/Cbck) – Per ricordare il grande papa Giovanni Paolo II, a un anno dalla morte, il Comitato per la vita, di cui è presidente il vescovo ausiliario di Seoul Andrew Yeom Soo-jung, ha lanciato nella capitale sud coreana una campagna per diffondere i documenti della Chiesa sul rispetto per la vita.

Nel suo pontificato, Giovanni Paolo II, ha più volte spronato la chiesa e l'uomo a fare ogni sforzo per difendere la vita "dal grembo della madre" fino alla sua "naturale conclusione".

A partire dal 20 aprile prossimo, il comitato organizzerà un incontro ogni giovedì presso la sala conferenze del centro cattolico Myeong-dong. Sono invitate tutte le persone interessate alla cultura della vita.

Fra i documenti scelti per la campagna ci sono: "Evangelium Vitae", l'enciclica di Giovanni Paolo II pubblicata il 25 marzo 1995, dove il papa ha parlato delle varie minacce che gravano sulla vita umana; "Carta per la salute dei lavoratori", del Pontificio consiglio della pastorale per gli operatori sanitari; "La vita e la famiglia", del Comitato per la dottrina della fede della Conferenza episcopale coreana (Cbck); "Vita umana: la prima ricerca!", del segretario del Comitato bioetica del Cbck Rev. Remigio Lee Dong-ik; "L'uomo vivo è la gloria di Dio", del Rev. Paul Lee Chang-young, componente del comitato di bioetica del Cbck; "Scelta di vita", del comitato della Cbck "Life 31 movement"; "Piccolo Manuale di Bioetica", scritto da J.M. de la Croix.

Negli ultimi due anni in Corea del Sud il tema della difesa della vita umana sin dal concepimento è stato al centro di grandi polemiche fra la Chiesa cattolica e il mondo scientifico. Seoul aveva finanziato una serie di ricerche sugli embrioni al pioniere della clonazione Hwang Woo-suk, ricerche contestate dal card. Nicholas Cheong Jin-suk e dal card. Stephen Kim Sou-hwan, che le aveva definite "grave violazione delle dignità dell'uomo". I risultati delle ricerche di Hwang si sono poi rivelati falsi e lo scienziato è adesso sotto accusa per frode scientifica.

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