24/08/2006, 00.00
INDIA
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Chiesa indiana: "Le accuse degli estremisti indù contro gli Usa non hanno senso"

di Nirmala Carvalho

La Chiesa indiana definisce "tipiche" della mentalità fondamentalista le accuse mosse alla Cia ed agli Stati Uniti di voler "cristianizzare" l'India grazie alle Ong. Allarme per i commenti sui maoisti: lo Stato intervenga per evitare una strage di innocenti.

Delhi (AsiaNews) – I commenti dei leader fondamentalisti indù contro i cristiani, gli Usa ed il loro lavoro umanitario "non hanno senso, sono divenuti oramai una sorta di esercizio regolare per questa gente" mentre l'attacco ai maoisti che operano nel Paese "richiede un'azione mirata da parte delle autorità, che devono salvaguardare la popolazione da violenze indiscriminate".

E' questo il commento di p. Babu Joseph, portavoce della Conferenza episcopale indiana, alle accuse fatte il 22 agosto scorso da K S Sudarshan, leader del Rashtriya Swayamsevak Sangh [Rss, formazione paramilitare di fondamentalisti nazionalisti indù ndr].

Secondo Sudarshan, la Cia [l'intelligence americana ndr] e l'intera amministrazione Bush "vogliono convertire l'India al cristianesimo con l'aiuto di Organizzazioni non governative" mentre i maoisti indiani "sono i principali autori del terrorismo che sta dilaniando il Paese".

"Le Ong – commenta p. Joseph ad AsiaNews – appartengono a tutte le comunità religiose dell'India e se esse creano una migliore convivenza sociale, prosperità economica e rispetto religioso devono essere sostenute, non accusate senza prove di crimini inesistenti".

"Le osservazioni di Sudarshan sui maoisti sono pericolose – conclude il sacerdote – e richiedono un intervento concertato e serio da parte delle autorità, che devono evitare delle ricadute economiche e sociali contro la popolazione innocente".

Stesso tenore per i commenti del p. gesuita Cedric Prakash, noto attivista per i diritti umani, che ad AsiaNews dice: "Commenti del genere sono tipici della mentalità di Sudarshan e dei suoi pari". "Ora che ha, come sempre, tutte le prove – continua con ironia – non deve fare altro che istigare i fedeli indù alla protesta, anche negli Stati Uniti".

"L'Rss ed i suoi leader – conclude – devono tenere sempre a mente che l'India è una nazione secolare, e che l'articolo 25 della sua Carta costituzionale garantisce la libertà di religione per tutti i suoi cittadini".

Per John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union, "i fondamentalisti non hanno bisogno di una ragione per attaccare cristiani e musulmani: è proprio nella loro natura. L'intolleranza è una caratteristica dell'Rss, che da sempre dipinge i cristiani come stranieri, alieni o traditori della Patria ed accusa gli Stati Uniti per averli 'portati' qui".

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