31 Luglio 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/08/2012
LIBANO
Chiesa maronita : Nel 2016 possibile crollo economico del Libano, come la Grecia e l'Italia
di Fady Noun
I vescovi mettono in guardia il Paese: la crescita incontrollata del debito pubblico minaccia il Libano di fallimento simile a Grecia, Italia, o altri Paesi dell'America latina. La crisi energetica causa il 65% del deficit statale.

Bkerke (AsiaNews) - In piena crisi regionale per il conflitto siriano, afflitto da problematiche interne di tipo politico e di sicurezza, il Libano ha problemi ancora più gravi: entro il 2016 potrebbe crollare come la Grecia. È quanto affermano i vescovi maroniti in un "appello" rivolto agli alti responsabili e a tutta la popolazione, presentando un'analisi della situazione economica del Paese a cui l'opinione pubblica non sembra accordare l'attenzione che essa merita.

In sintesi, l'appello - pubblicato con la data del 1° agosto - mette in guardia contro un "crollo economico" dello Stato entro il 2016, analogo a quello di cui oggi soffrono la Grecia e l'Italia, come pure molti Paesi dell'Asia e dell'America latina, e le cui conseguenze sarebbero drammatiche.

Il carattere di "appello" che i vescovi maroniti danno al documento, gli conferisce un significato particolare: è una comunicazione straordinaria di cui la Chiesa spera si tenga conto. Non è indifferente nemmeno il fatto che l'analisi economica venga lanciata dalla Chiesa cattolica: citando Giovanni Paolo II e la Redemptor Hominis, il testo afferma che "l'uomo è la via della Chiesa" e che tutto ciò che lo riguarda - nel caso il benessere materiale e la sua situazione sociale - non la lascia indifferente.

Qualcuno magari protesterà per questo cupo avvertimento, che attira senz'altro sul Libano l'attenzione dei finanziatori. Ma si sa che questi ultimi non dormono e che è giusto dire col proverbio: "governare è prevedere".

I due problemi del Libano

Nel documento si afferma che il Paese deve far fronte a due grandi problemi socio-economici: una crisi energetica e il problema del debito.

Il primo non è specifico del Libano, ma mondiale. Esso risulta dall'instabilità nei prezzi del greggio. Ciò colpisce in profondità la produzione di energia elettrica in Libano e ha un impatto sulla capacità concorrenziale dei settori industriale, agricolo e dei servizi. A tali difficoltà si aggiungono le catastrofi naturali e artificiali che possono prodursi, come pure le difficoltà nei flussi di produzione, dovuti alle convulsioni che conosce la regione medio-orientale.

Emblematico per questa crisi è il deficit cronico della Electricité du Liban (EDL), responsabile in questo momento  del 65% del deficit di bilancio annuale del Paese.

Ma il grande problema del Libano sta nell'accumulo del debito pubblico e nella necessità di doversi indebitare ogni anno di più per assicurare il pagamento dei servizi del debito. Questa corsa a a regolare il servizio del debito provoca a sua volta l'inaridimento delle fonti di finanziamento per investimenti produttivi.

Secondo gli esperti, verso il 2016 il debito pubblico potrebbe raggiungere la cifra di 80 miliardi di dollari Usa. Ciò metterebbe il Libano in difficoltà finanziarie, tenuto conto della cifra che in tal caso andrebbe pagata per i servizi del debito, in rapporto al Pil (prodotto interno lordo). Il documento non esita a parlare della minaccia di un "crollo", una situazione che in questo momento colpisce dei Paesi molto più ricchi del Libano, quali l'Italia e la Grecia.

Per sfuggire a tale minaccia, l'appello suggerisce un insieme di misure fra cui la creazione di una cassa speciale, incaricata di gestire il debito pubblico, come pure il rafforzamento del partenariato fra settore pubblico e privato, lo snellimento della riscossione di imposte e bollette, ecc.

In parallelo, il documento esorta il settore bancario - la cui solidità costituisce una fierezza nazionale - a rimanere vigilante e razionalizzare il suo credito verso lo Stato, per non compromettere il risparmio popolare, evitando le crisi del debito sovrano che colpiscono alcuni Paesi dell'Asia e dell'America latina.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
28/04/2010 ASIA - EU
Scendono i mercati asiatici per la crisi della Grecia
14/11/2011 ASIA-ITALIA
Salgono le borse asiatiche, sperando sull’Italia e Mario Monti
di Paul Hong
09/08/2011 ASIA
Mercati asiatici in caduta: la paura per i debiti Usa e di Europa
19/12/2008 ASIA - USA
Debito Usa verso l’insolvenza; a rischio le riserve valutarie cinesi
di Maurizio d'Orlando
05/07/2010 ASIA
Banche cinesi da ricapitalizzare: la Cina come la Grecia
di Maurizio d'Orlando

In evidenza
VATICANO
Il Papa su Medio Oriente, Iraq, Ucraina: "Fermatevi, ve lo chiedo con tutto il cuore! Fermatevi!"Il ricordo dei bambini, vittime delle guerre, "ai quali si toglie la speranza di una vita degna". Affrontare "ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione". Domani, i 100 anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale, "un giorno di lutto". Imparare le lezioni della storia. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita, come per san Francesco di Assisi. "La gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede".
IRAQ - VATICANO
Patriarca di Baghdad: Il cuore "sanguina" per gli innocenti in lraq, Siria e Gaza. Ed è "triste" per la timidezza del mondo civilizzatoMar Louis Sako invia un messaggio al card. Barbarin, in occasione della marcia di solidarietà con i cristiani dell'Iraq, che si tiene oggi a Lione. "Non ci dimenticate!".
VATICANO
Papa: sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente"Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!". All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla".

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate