03/03/2014, 00.00
CINA
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Cina, ai margini dell'Anp si stringe la rete contro Zhou Yongkang

di Chen Weijun
L'ex potentissimo "zar" della sicurezza nazionale è sempre più isolato: il governo di Xi Jinping ha messo in stato d'accusa tutti i suoi fedelissimi, il figlio e il fratello. Il portavoce della Conferenza consultiva del popolo "non nega" che vi sia un'indagine contro di lui, mentre aumenta la sicurezza intorno alle sue residenze. Attesa per l'inizio dell'Assemblea nazionale del popolo, che lo scorso anno diede il via al processo contro Bo Xilai.

Pechino (AsiaNews) - A pochi giorni dall'apertura dell'annuale riunione dell'Assemblea nazionale del Popolo, la rete lanciata dal governo su Zhou Yongkang - ex potentissimo "zar" della sicurezza nazionale - sembra stringersi sempre di più. Dopo l'arresto di almeno tre dei suoi fedelissimi, oggi è stato confermato l'arresto di suo fratello; inoltre, il governo ha aumentato la sorveglianza "informale" nei pressi della sua casa e il portavoce della Conferenza consultiva politica del Popolo cinese ha lasciato intendere che presto potrebbe essere annunciata un'indagine anche contro Zhou.

La tempistica non sembra essere casuale. L'Assemblea nazionale del Popolo si aprirà infatti il prossimo 5 marzo: è la prima volta che la sessione parlamentare - che riunisce quasi 3mila deputati da tutto il Paese - viene presieduta da Xi Jinping e dal premier Li Keqiang. Eletta con un mandato quinquennale, l'Assemblea ha di fatto il compito di ratificare le decisioni prese dal Politburo e dalla sua Commissione permanente. Per confermare la caduta in disgrazia di Bo Xilai, altro ex "big" del Partito, il governo scelse proprio la riunione dell'Anp del marzo 2013, che ratificò la sua espulsione dal Partito e aprì alla messa in stato d'accusa dell'ex segretario di Chongqing.

Dalla presa di potere di Xi Jinping, avvenuta nel marzo del 2013, il governo ha ordinato l'arresto di 21 funzionari di alto grado. Di questi, almeno sei facevano parte del gruppo dei protetti di Zhou. Lo scorso 19 febbraio è toccato a Ji Wenlin, per dieci anni braccio destro del potentissimo ex ministro della sicurezza nazionale: prima di lui sono finiti in carcere Guo Yongxiang, ex vice governatore del Sichuan, e Li Dongsheng, ex vice ministro della Pubblica sicurezza. Il 20 febbraio è stata la volta di Liu Yingxia, nota come "l'imprenditrice più affascinante della Cina", arrestata per corruzione a causa dei suoi rapporti con Jiang Jiemin, un tempo presidente della China National Petroleum Corp e altro fedelissimo di Zhou.

Oggi è arrivata la conferma dell'arresto di Zhou Yuanqing, fratello di Yongkang, e della moglie Zhou Lingying. I due sono stati fermati il primo dicembre 2013 per "un'indagine disciplinare da parte di Pechino". Proprio la donna avrebbe sfruttato la parentela con il capo della sicurezza nazionale per ottenere appalti di favore presso la China National Petroleum Corp. Inoltre, secondo i media locali, "aveva molto da fare" con Zhou Bin, figlio di Yongkang anche lui sotto inchiesta.

Lu Xinhua, portavoce della Conferenza (organo consultivo politico che precede i lavori dell'Anp), ha suggerito oggi che il governo potrebbe annunciare a breve l'apertura di un'indagine contro Zhou. A una domanda diretta, formulata da un cronista del South China Morning Post, il portavoce ha risposto: "Chiunque violi la disciplina del Partito o la legge dello Stato subirà indagini e punizioni, non importa quanto alto sia il suo rango. Dallo scorso anno, sono stati messi sotto inchiesta 31 altissimi funzionari, compresi quelli di livello ministeriale. Questo modo di fare indica che le nostre non sono parole vuote. Questo è quanto posso dirvi: capite cosa intendo".

Alcuni organi di stampa riportano inoltre oggi che sarebbe aumentata "in maniera considerevole" la sorveglianza nei pressi delle due abitazioni di Zhou, quella di Pechino e quella del villaggio natale Xiqiantou, nella provincia del Jiangsu. In quest'ultimo luogo vivevano per lunghi periodi sia il fratello che il figlio dell'ex ministro, entrambi visti con "macchine da milioni di yuan" nonostante fossero di famiglia "poverissima, fra le più povere del villaggio".

Nel corso del decennio guidato da Hu Jintao e Wen Jiabao (2003-2013) il ruolo di Zhou è divenuto molto centrale e molto criticato dalla società civile. Grazie all'autorità illimitata che gli è stata concessa, egli ha introdotto alcune delle misure più repressive nella storia della Cina moderna; ha dotato la pubblica sicurezza di fondi e poteri che non aveva mai avuto; ha ideato il sistema giuridico che permette alla polizia di trattenere chiunque (senza passare da un giudice) fino a un massimo di 6 mesi. Le sue riforme hanno permesso la persecuzione impunita di leader religiosi, attivisti per i diritti umani e dissidenti. Durante questo periodo di tempo, avrebbe sfruttato il suo potere per arricchire se stesso, la sua famiglia e i suoi protetti. 

 

 

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