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» 02/12/2006
CINA
Cina, confermate condanne all'attivista cieco e al giornalista Zhao

Il nuovo processo contro Chen Guangcheng si conclude con una condanna identica a quella annullata per violazione dei diritti di difesa. In appello il giornalista Zhao Yan condannato a 3 anni per frode, senza poter portare prove.



Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Confermate le sentenze di condanna contro l'attivista cieco Chen Guangcheng e il giornalista Zhao Yan. In entrambi i casi i legali denunciano palesi violazioni di elementari diritti di difesa.

Zhao era stato condannato in agosto a 3 anni di carcere per avere preso 2.500 dollari Usa nel 2001 a un funzionario dello Jilin con la falsa promessa di fargli evitare di dover prestare servizio in un campo di lavoro. Ieri l'Alta Corte di Pechino ha confermato la condanna, con una sentenza che il difensore Guan Anping definisce "molto deplorevole".

Guan parla di "verdetto senza processo" e di "mancato rispetto della legge penale", anche perché non sono stati ammessi testimoni o altre prove presentate dalla difesa, mentre la condanna sarebbe fondata solo sulle dichiarazioni scritte del funzionario e di suoi parenti e amici. Ma osservatori rilevano che Zhao è stato arrestato, nel settembre 2004, con l'accusa di avere rivelato segreti di Stato all'estero, collaborando a un articolo di un quotidiano di New York che prevedeva le dimissioni dell'ex presidente Jiang Zemin da capo della Commissione militare centrale del Partito comunista, aprendo la via alla piena presa di potere del presidente Hu Jintao. In precedenza aveva denunciato fatti di malgoverno, come la vicenda del sindaco di Tangshan che si era appropriato degli indennizzi destinati a migliaia di contadini espropriati e fatti traslocare per la costruzione di una diga nell'Hebei.

Gli Stati Uniti hanno più volte chiesto il rilascio di Zhao, che è rimasto detenuto per quasi due anni prima di incontrare un giudice. Poi è scomparsa l'accusa di violazione del segreto ed è stato condannato per frode.

Sempre ieri, un Tribunale ha "confermato" la condanna dell'attivista cieco Cheng Guangcheng a 4 anni e 3 mesi per danneggiamento della proprietà e turbativa al traffico pubblico. Chen era già stato condannato ad agosto, ma il giudice d'appello aveva annullato la sentenza per gravi irregolarità procedurali. C'era stata un'ampia campagna internazionale contro il primo processo definito "una farsa". L'uomo ha denunciato centinaia di aborti e di sterilizzazioni forzati eseguiti da funzionari della Sanità nella città di Linyi, Shandong, per favorire la politica di controllo delle nascite.

I legali contestano il verdetto e lamentano il clima di intimidazione e il "rapimento" di testimoni chiave, spariti subito prima del processo. (PB)


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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