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  • » 17/02/2015, 00.00

    CINA

    Cina, la campagna anti-corruzione decapita nuovi alti funzionari



    Su Rong, ex vice presidente della Conferenza consultiva politica del popolo cinese e primo leader statale a cadere in disgrazia nell'era di Xi Jinping, è stato espulso dal Partito ed è in attesa di giudizio. Si Xinliang, ex leader provinciale del Zhejiang, arrestato insieme al figlio. In manette anche il capo del Dipartimento dei trasporti di Pechino, che truccava la "lotteria delle targhe" della capitale.

    Pechino (AsiaNews) - Il Partito comunista cinese ha formalizzato l'espulsione di Su Rong, ex vice presidente della Conferenza consultiva politica del popolo cinese e primo leader statale a cadere in disgrazia nel corso della campagna anti-corruzione del presidente Xi Jinping. Il funzionario ha ricoperto anche l'incarico di capo del Partito nelle province del Gansu, Qinghai e Jiangxi. Secondo gli inquirenti, "a breve" verrà processato con l'accusa di aver accumulato "un enorme quantitativo di profitti illegali" derivanti dalla vendita di cariche pubbliche e da altre violazioni alla disciplina interna.

    La Commissione centrale per le ispezioni disciplinari, organismo che sta portando avanti le pratiche anti-corruzione nello Stato e nel Pcc, spiega che Su ha permesso ai propri familiari di trarre vantaggio dalla propria posizione, e che è lui il principale motore della "enorme corruzione" che ha sconvolto negli anni scorsi la provincia del Jianxi. Secondo le indagini la moglie dell'uomo, Yu Lifang, avrebbe ottenuto una sinecura alla Minsheng Bank grazie all'influenza di Su: a finire sotto inchiesta anche l'ex presidente dell'istituto di credito, Mao Xiaofeng.

    Su viene arrestato mentre è ancora in carica nel giugno del 2014. Il suo arresto scatena il panico nella vecchia leadership legata alla "Quarta generazione" - guidata da Hu Jintao e Wen Jiabao - perché annulla di fatto l'impunità concessa ai funzionari comunisti di grado statale dalla leadership successiva. Dopo di lui cadranno altri funzionari di primissimo livello, fra tutti l'ex zar della sicurezza nazionale Zhou Yongkang, ancora in attesa di giudizio.

    La Commissione ha annunciato ieri di aver aperto un'inchiesta anche contro Si Xinliang, ex leader provinciale del Zhejiang, che ha curato il Dipartimento propaganda e quello dell'organizzazione. Il funzionario è in pensione da due anni, e non è chiaro se l'indagine sia collegata o meno alla campagna anti-corruzione. Insieme a lui sarebbe stato messo in stato di accusa anche il figlio maggiore Si Li, dirigente della Lega comunista giovanile della stessa provincia.

    Song Jianguo, ex capo dell'Amministrazione dei trasporti di Pechino, è stato accusato invece di aver preso tangenti per un valore di 23 milioni di yuan (circa 1,8 milioni di euro). Secondo le autorità il funzionario chiedeva bustarelle anche per registrare una targa di prima immatricolazione. Nella capitale, dato l'alto numero di vetture in circolazione e l'enorme quantità di smog ambientale, le macchine vengono immatricolate tramite una lotteria pubblica ogni due mesi. In cambio di denaro contante, Song "favoriva l'estrazione" delle targhe indicate.

    La campagna "contro le tigri e le mosche" della corruzione in Cina è stata lanciata dal presidente Xi Jinping subito dopo la sua presa di potere nel novembre 2012. Essa mira a punire i funzionari comunisti di qualunque grado, colpevoli di intascare denaro pubblico o tenere uno stile di vita esagerato. Il grande analista politico e dissidente Bao Tong ha però contestato la vera natura di questa campagna, che nasconderebbe solo una resa dei conti interna al Partito.

     

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