Cina, trattare meglio i migranti "unica strada" per diminuire la criminalità
Lo afferma Xiao Qingping, professore associato dell'Università della Cina orientale di Legge e politica. "I migranti commettono crimini perché è la società a commettere il primo crimine contro di loro".
Pechino (AsiaNews/Scmp) Un esperto cinese di criminologia ha chiesto ieri un "miglior trattamento per i lavoratori migranti", sostenendo che è l'unica strada che "può aiutare a ridurre il tasso di criminalità nel Paese".
Xiao Qingping, professore associato dell'Università della Cina orientale di Legge e Politica (con sede a Shanghai) dice che i migranti, per la maggior parte provenienti dalle zone rurali del Paese, sono coinvolti nel 70/80 % dei crimini che avvengono nelle città.
"Il modo in cui i migranti reagiscono alla società spiega è speculare al modo in cui la società tratta loro. Commettono crimini in risposta ai maltrattamenti che subiscono". Il professore aggiunge che i benefici economici che hanno caratterizzato la società cinese in questi ultimi anni "non sono stati condivisi con la campagna".
"E' la società che per prima a commettere un crimine contro di loro conclude e solo ricostruendo una moralità nazionale si può ridurre il tasso criminale, cresciuto dopo le riforme economiche cinesi che hanno prodotto drammatici cambiamenti nella società".
In Cina vi sono circa 150 milioni lavoratori migranti che a causa della povertà estrema delle zone rurali si spostano nei centri urbani per lavorare. I migranti vengono costretti a lavorare a salari bassissimi, anche per gli standard cinesi, e con orari disumani: sono diventati la principale forza di lavoro nei settori delle costruzioni e della manifattura.
09/07/2019 10:49




