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  • » 12/09/2011, 00.00

    CINA

    Cina che cambia: nessun rispetto o aiuto per gli anziani



    In Cina un anziano cade e resta a terra sanguinante, nessuno lo aiuta. Scoppia il caso e in indagini via internet la larga maggioranza risponde che non lo avrebbe soccorso, per paura di false accuse ed estorsioni. Una volta la morale cinese esaltava il rispetto per familiari e anziani
    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La mattina del 4 settembre il signor Li, 88 anni, cade in una via della ricca Wuhan, batte il naso e resta a terra sanguinante. Ci sono decine, centinaia di passanti, ma nessuno si ferma a soccorrerlo. Solo quando arrivano i parenti, dopo 90 minuti, è soccorso e portato all’ospedale. In un’indagine via internet del Quotidiano del Popolo, organo del Partito Comunista, oltre l’80% risponde che pure avrebbe tirato dritto, per paura di false accuse per fini estorsivi.
    In un’altra inchiesta su Sina Weibo, principale sito internet di chiacchiere e blog, il 43% dice che non avrebbe aiutato l’anziano sanguinante, il 38% è “incerto” e solo il 20% risponde che lo avrebbe di certo soccorso.

    A un’inchiesta online della Phoenix Television di Hong Kong hanno risposto in 20mila: solo il 7% dei 20mila rispondenti avrebbero aiutato il vecchio, il 45% lo avrebbe ignorato e il 43% sarebbe intervenuto solo se c’era una telecamera.

    Molti ricordano casi come quello di Nanjing il 20 novembre 2006: l’anziana Xu Shuolan, 65 anni, cadde in terra e si ruppe l’anca cercando di salire su un autobus. L’autista Peng Yu, 26 anni, la portò in ospedale assistendola fino all’arrivo dei parenti. Ma la donna lo accusò di averla colpita e fatta cadere e chiese un risarcimento di 136.419 yuan, oltre 18mila euro. Il tribunale condannò Peng a pagare 45mila yuan, pure in assenza di qualsiasi prova di aggressione, motivando che “sulla base dell’esperienza quotidiana” l’aiuto di Peng a Xu era “prova evidente” di colpevolezza.

    Da allora ci sono stati numerosi casi simili. In un noto caso, il tribunale ha accolto la domanda di risarcimento di una anziana donna caduta “per paura” di essere investiva da un autoveicolo che era ad almeno 4-5 metri di distanza.

    Nel 2009 a Nanjing un anziano è caduto a terra nell’indifferenza generale. L’uomo si è messo a gridare ai presenti: “Sono caduto da solo, non temete, non c’entrate nulla”. Solo allora lo hanno aiutato.

    Il problema è talmente diffuso che nei giorni scorsi il ministero della Sanità ha pubblicato una “Guida tecnica per prevenire e affrontare le cadute degli anziani”, frutto di anni di studio, che indica anche come comportarsi negli incidenti stradali. In pochi giorni il sito del ministero è diventato il 2ndo sito più letto ed è esploso il dibattito su internet. Ad esempio, la guida dice di chiamare subito i parenti dell’anziano perché lo accompagnino all’ospedale e il giornalista Shui Yinhe si chiede su Sina Weibo cosa fare “se non troviamo i parenti. Lo lasciamo morire?”

    Molti hanno commentato l’inutilità di questa guida, che non può sostituire la spontanea volontà di dare aiuto, né impedire il rischio di una truffa. Altri dispensano consigli di humour nero su come soccorrere un anziano: aspettare che arrivino testimoni e solo allora aiutare il caduto, magari prendere prima fotografie con il telefono cellulare, non dire mai il proprio nome e non usare il proprio telefono per le chiamate d’emergenza.

    E’ un cambiamento epocale per la Cina, da sempre fondata sul Confucianesimo, per il quale il rispetto per i genitori e per gli anziani in genere è “la radice dell’umanità”. Come è scritto negli Analetti di Confucio, 1.2: “E’ rendere onore ai genitori e agli anziani che rende la gente umana”. “Onorare genitori e anziani: non è questa la radice dell’umanità?”
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