12/04/2005, 00.00
CINA
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Cina: rivolta anti inquinamento, un intero villaggio contro la polizia

Nel Zhejiang oltre 30 mila persone chiedono lo spostamento di 13 industrie chimiche colpevoli di aver distrutto i loro raccolti.

Hong Kong (AsiaNews/Scmp) –  Scenario di desolazione oggi in un villaggio della contea di Dongyang - provincia del Zhejiang, Cina orientale. Auto ribaltate e distrutte, numerosi feriti all'ospedale: è il risultato della rivolta scoppiata il 10 aprile scorso, in cui oltre 30 mila abitanti di Hua Xi, si sono scontrati con la polizia, reprimendo con la violenza una protesta popolare contro l'alto tasso di inquinamento nella zona.

La notizia che le forze dell'ordine avessero ucciso tra i dimostranti una donna anziana ha scatenato il caos nel villaggio di Hua Xi. Oltre 50 veicoli, tra cui 14 auto governative e almeno 40 bus sono stati ribaltati e distrutti. In totale 128 persone sono state medicate al pronto soccorso e 36 sono ricoverate per ferite gravi.

Un residente del villaggio ha dichiarato che i poliziotti, armati di manganelli, hanno provato a disperdere il gruppo di donne anziane usando anche i gas lacrimogeni. "Sono arrivati ai nostri ripari prima dell'alba" racconta l'uomo "e hanno iniziato a disperdere le donne". "Alcune sono svenute dopo che i poliziotti le hanno colpite con bastoni a scarica elettrica". Egli ha poi aggiunto di aver saputo che alcune auto delle forze dell'ordine avrebbero investito e ucciso due donne. Gli incidenti, però, non hanno avuto conferma ufficiale.

Per circa un mese 200 abitanti del villaggio, la maggior parte anziani, hanno stazionato 24 ore su 24 fuori della scuola media di Hua Xi, vicina a una zona industriale. Essi protestavano contro l'alto tasso di inquinamento prodotto da 13 impianti chimici, che hanno distrutto i loro raccolti. Il gruppo viveva in capanne di bamboo costruite per l'occasione.

Domenica mattina, in seguito alle voci sulla morte di almeno un dimostrante, circa 30 - 40 mila persone si sono riversate dal villaggio davanti alla scuola. Un testimone oculare ha detto: "Sembrava che la maggior parte della popolazione del villaggio fosse lì".

Gli abitanti hanno dichiarato che dal 2001, anno di attivazione delle 13 industrie, l'inquinamento è aumentato così tanto che il terreno è diventato arido e le verdure non commestibili. Un residente locale racconta che la popolazione ha dovuto smettere di coltivare e dedicarsi ad altre piccole attività. "Noi" spiega l'uomo "protestiamo contro l'amministrazione cittadina e chiediamo che o il villaggio o le centrali vengano trasferite; finora non abbiamo avuto risposta".

"Un rappresentante ufficiale" sottolinea il residente "ha persino detto che le industrie rimarranno qui anche se tutti gli abitanti del villaggio dovessero morire". Lo stesso testimone spiega anche perché i dimostranti sono tutti anziani: "I giovani non hanno osato unirsi alla protesta perchè sarebbero stati  arrestati subito".

La notte scorsa Chen Qixian, portavoce del governo di Dongyang, ha smentito le voci su morti nella rivolta. Secondo fonti ufficiali nell'operazione al villaggio sono stati impegnati 1000 persone tra cui almeno 100 poliziotti.

Secondo una fonte anonima, ma attendibile, i media cinesi hanno avuto l'ordine di coprire in modo limitato la notizia delle rivolte nel Zhejiang, per impedire che queste scoraggiassero investimenti stranieri nella provincia. Qui negli ultimi anni sono arrivati ingenti capitali da Hong Kong e Taiwan.

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