21/06/2006, 00.00
iraq - iran
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Cinque milioni di iracheni contro le interferenze iraniane nel loro Paese

In 5,2 milioni, secondo il Consiglio nazionale della resistenza iraniana, avrebbero firmato una dichiarazione contro l'azione del regime di Teheran.

Ashraf (AsiaNews) – Sarebbero 5,2 milioni gli iracheni ad aver firmato una dichiarazione che chiede la fine dell'interferenza iraniana in Iraq, denunciata da ultimo dal ministro degli esteri di Baghdad, Hoshyar Zebari. L'annuncio è dato dal Consiglio nazionale della resistenza iraniana (NCRI), l'organizzazione che riunisce 11 gruppi e partiti politici in esilio, il principale dei quali è l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano. Questi ultimi sono stati inclusi nel 1998 dagli Usa e poi anche dai Paesi dell'Unione europea nella lista dei terroristi internazionali, decisione che oggi esponenti politici di diverse collocazioni vorrebbero fosse rivista.

Secondo quanto sostiene il Consiglio, la dichiarazione è stata resa pubblica il 17 giugno in occasione di una manifestazione nella città di Ashraf, nel nordest dell'Iraq, organizzata dal Congresso di solidarietà del popolo iracheno, che è stata presieduta da Abdullah Al-Jabouri, ex governatore della provincia di Diyala. In essa si afferma che "i dirigenti iraniani vogliono predominare questa parte del mondo e hanno trasformato l'Iraq in un terreno di caccia e di fronte di combattimento nella loro guerra con la Comunità internazionale"; "In questa situazione geopolitica ed in questo periodo sensibile della storia, la democrazia in Iraq e la democrazia in Iran sono interdipendenti, ed l'una garante dell'altra"; "La soluzione risiede nell'espulsione del regime iraniano dall'Iraq e nel riconoscimento dello statuto dell'OMPI che fa contrappeso agli interventi del regime iraniano".

La dichiarazione, "sostenuta da 121 parti politiche e gruppi sociali, è stata firmata nel periodo che va da febbraio a giugno 2006. Tutti i firmatari hanno oltre 18 anni ed il loro nomi e indirizzi sono disponibili e sono stati verificati dai giuristi, avvocati e gente locale di fiducia. 700.000 donne, 14.000 avvocati e giuristi, 19.000 medici, 35.000 ingegneri, 320 religiosi, 540 professori d'università, 2000 sceicchi di tribù e gente locale di fiducia e quasi 300 responsabili locali appaiono al numero dei firmatari. I rappresentanti delle diverse province hanno presentato il numero di firmatari e le decine di migliaia di pagine firmate ai corrispondenti internazionali e nazionali dei mass media e alla stampa internazionale".

 

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