19/11/2004, 00.00
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Clonazione umana, la vertigine della scienza e il dominio sulla vita

di Lorenzo Fazzini

Gli scienziati sognano "uomini senza testa" da cui prelevare tessuti per curare malati. Mentre oggi all'Onu si vota sulla clonazione umana, il prof. Augusto Pessina, microbiologo dell'Università di Milano, svela ad AsiaNews i falsi miti della clonazione "terapeutica" e i solidi interessi economici dietro l'enfasi umanitaria della scienza. Il compito della Chiesa contro le pretese della ricerca scientifica.

Milano (AsiaNews) - A un congresso di medicina in India gli scienziati hanno discusso della possibilità di far nascere "un uomo senza testa". L'headless human è uno dei più recenti sviluppi della genetica: manipolando l'embrione umano, è possibile far nascere un uomo senza sistema nervoso, quindi avere una organ farm, una "fattoria di organi umani" da utilizzare per la ricerca. L'headless human è uno dei possibili esiti della clonazione umana: "Fa inorridire solo il pensarci" dice ad AsiaNews il prof. Augusto Pessina, 59 anni, docente di Microbiologia all'Università di Milano. Il dibattito sulla clonazione nasconde la volontà dell'uomo di "dominare la vita umana". E lo headless human è un esempio di tale titanica vertigine di potere.

Proprio oggi alle Nazione Unite si vota una proposta appoggiata da 64 paesi per il bando totale di ogni forma di clonazione umana. Venti stati invece vogliono permettere la clonazione terapeutica, che però - secondo Pessina - "non è per nulla diversa dalla clonazione riproduttiva: non esiste differenza fra clonare per riprodurre o per curare" afferma il prof Pessina, che è vice presidente dell'Associazione Italiana Colture Cellulari, che tiene a precisare: "So di che cosa sto parlando, perché con embrioni e cellule ho a che fare tutti i giorni in laboratorio. Clonare per curare è sempre manipolare una vita umana" perché "l'embrione è un organismo psichicamente intero".

In questa intervista il prof. Pessina, membro dell'European Tissue Culture Society, mostra gli scenari inquietanti che la clonazione cosiddetta terapeutica può aprire.

Cosa si aspetta dal voto dell'Onu sulla clonazione umana previsto per oggi?

Sarebbe auspicabile una presa di posizione della comunità internazionale che blocchi l'uso degli embrioni umani. Ma facendo ricorso alla sottile distinzione fra clonazione "riproduttiva" e "sperimentale" - assolutamente inesistente - si può arrivare ad approvare la clonazione tout court. Del resto, ritengo che, dal punto di vista biologico, parlare di "clonazione terapeutica" sia inaccettabile.

Perché non esiste differenza fra clonazione riproduttiva o quella sperimentale, cosiddetta "terapeutica"?

Ciò che distingue l'una dall'altra è solo lo scopo: se clono un embrione umano lasciando in sospeso il problema se per scopo riproduttivo o no, che cosa ne faccio una volta creato? Lo sviluppo facendolo diventare un uomo, o decido di eliminarlo? La differenza fra "riproduttiva" o "terapeutica" è solo qui: se far nascere un individuo, oppure sopprimerlo.

Manipolare la vita umana pone anzitutto problemi etici.

Le rispondo con un esempio: ai primi di novembre c'è stato a New Delhi un grande meeting di scienziati e genetisti in cui si è discusso sulle conquiste scientifiche contro la mortalità nel mondo. In quella sede è stato avanzato il "sogno dei biotecnologici": far nascere un headless human, un uomo senza testa. Infatti sarebbe possibile, una volta clonato un embrione, controllarne i geni in modo da farlo nascere senza sistema nervoso. A questo punto avremmo una massa di organi (cuore, polmoni, pelle…), ovvero una grossa palla biologica da utilizzare per la ricerca scientifica. L'hanno chiamato un organ farm, "fattoria di organi umani". Sarebbe accettabile avere un uomo senza sistema nervoso da usare come rifornimento di tessuti e organi? Eppure sarebbe possibile…

Ma chi approva la clonazione "terapeutica" afferma che quell'embrione serve "per curare"…

Allora dobbiamo metterci di nuovo d'accordo su cosa si intenda per terapia. Bisogna rimettere in discussione il trattato di Helsinki sui diritti dell'uomo, in cui si afferma che "la terapia è un danno accettabile fatto alla persona intera con lo scopo di un bene maggiore. Ma con la "clonazione "terapeutica" si uccide una vita umana per salvarne un'altra. Allora dovremmo modificare proprio il principio generale terapeutico: d'ora in poi dovremmo dire che per guarire una vita, possiamo ucciderne un'altra. Diventerebbe dunque legittima l'uccisione di una persona in vista della guarigione di un'altra. Perché allora non utilizzare condannati a morte, carcerati, handicappati gravi per guarire persone ammalate?

L'attuale dibattito sulla clonazione e l'uso delle cellule embrionali dimentica l'uso di cellule staminali adulte, che non pone problemi etici di sorta. Perché questo silenzio su tale pratica medica e terapeutica?

Anzitutto, c'è un errore, che rende ambiguo il discorso su cellule embrionali e staminali adulte. Quando parliamo di "cellule staminali embrionali" diciamo una cosa non esatta: le cellule staminali sono per definizione quelle adulte, quelle presenti nel nostro organismo capaci di rigenerare i nostri tessuti. Ma si dice: l'embrione ha la potenzialità staminali, può diventare qualsiasi cosa a livello biologico. Sì, però io posso decidere se un embrione farlo diventare, ad esempio, Francesco o Lucia, oppure 1 quintale di pelle o di organi. Le cellule embrionali hanno capacità staminali, ma non sono staminali: l'embrione è una cellula che dà origine a un individuo psichicamente e organicamente intero. Quando parliamo di cellula staminale embrionale parliamo di uno stadio di vita - è già vita umana - che noi decidiamo di manipolare per farlo diventare qualcos'altro. Alcuni dicono che è legittimo manipolare un embrione per farlo diventare 1 quintale di organi, invece di un Francesco o una Lucia. Io dico che non è legittimo.

Ritorno alla domanda di prima: perché il silenzio sulle cellule staminali adulte e le loro possibilità curative?

È una menzogna sostenere che le staminali non sono utili: oggi con queste cellule si possono già curare moltissime malattie. Per esempio, di recente un uomo è stato curato da infarto con cellule staminali. Ma nessuno ha detto che queste cellule sono state prelevate dal midollo dello stesso paziente con un semplicissimo intervento. Molti media hanno ripreso questa notizia spacciandola per un intervento ottenuto con cellule embrionali. Ma allora si vogliono confondere volutamente le idee e spargere menzogne. Sulle riviste scientifiche si legge invece che già oggi con le cellule staminali adulte si possono guarire numerose malattie: ricostruzione della cornea, ossa, cartilagini, pelli ustionate. Oggi in 10 giorni si può ricostruire una cornea grazie a cellule adulte. Invece, non esiste un solo dato nella letteratura scientifica che prova che le cellule embrionali siano scientificamente affidabili. Dovremmo studiarne di più e seguire il metodo della ricerca, verificandone la tenuta sulle cavie animali, come si fa con ogni farmaco e in ogni esperimento scientifico. Anzi, ammettiamo di essere a favore delle cellule embrionali: ma è necessario seguire la metodologia della scienza e provare la loro tenuta sugli animali, per poi vedere se è possibile applicarle all'uomo. Sta di fatto che già oggi abbiamo la prova dell'efficacia scientifica delle cellule staminali adulte.

Questa volontà di ricerca sugli embrioni umani nasconde interessi economici?

Sì. Ma penso che dietro ci sia una ragione ancora più grande, che forse si tende a dimenticare: l'uomo vuole dominare sulla vita, su se stesso. Credo che ci siano anche molte persone in buona fede che, al di là del denaro in gioco, crede che si deve andare avanti nella ricerca sulla clonazione, perché è giusto che l'uomo possieda e sia padrone della vita. Poi, certo, ci sono forti interessi economici: molte industrie sono pronte ad ottenere tessuti ed embrioni umani sostitutivi da utilizzare, e vendere, per gli ospedali, per verificare farmaci, da utilizzare nella ricerca. Un'azienda tedesca di Mainz ha già  fatto domanda all'Ufficio europeo per brevettare linee cellulare ottenute da embrioni. L'Ufficio ha rifiutato, ma questo dimostra che il business c'è, e ci sarà.

Nel dibattito all'Onu la Chiesa cattolica si è appellata ad un uso "eticamente responsabile" della scienza. Solo la religione resta l'unico baluardo per una ricerca scientifica etica e responsabile verso l'uomo?

Vietare la clonazione non è una questione religiosa, ma di umanità. Come uomini ci dobbiamo chiedere se è giusto farlo, indipendentemente da ogni sguardo religioso al problema. Anche il prof. Angelo Vescovi, condirettore dell'Istituto per le Cellule Staminali dell'ospedale S. Raffaele di Milano. Questo scienziato, agnostico, afferma che la Chiesa è rimasta da sola a difendere l'uomo dalla ricerca scientifica. E la Chiesa difende l'uomo non perché cattolico: quell'embrione che difende potrebbe diventare un uomo musulmano o una donna buddista, non importa. Ciò che conta è mettersi dalla parte della vita umana. E la Chiesa ama l'uomo per quello che è, non per un suo tornaconto.
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