23/07/2010, 00.00
SRI LANKA
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Commemorare il “Luglio nero” per riconciliare il popolo dello Sri Lanka

di Melani Manel Perera
Nel luglio 1983 durante la guerra civile i singalesi hanno ucciso 3mila tamil e distrutto 18mila case. Oggi Ong e comunità cattoliche commemorano il 27mo anniversario del tragico avvenimento. Capo dell’Associazione avvocati e società: “Il luglio nero del 1983 può essere usato per fare dei passi verso la riconciliazione e la giustizia”. Ma per p. Sarath Iddamalgoda “i fanatici singalesi sono solo interessati a controllare le aree tamil”.

Colombo (AsiaNews) – Ong e comunità cattoliche commemorano oggi il 27mo anniversario della strage di civili di etnia tamil compiuta dai singalesi nei giorni del Luglio nero, nella speranza che si facciano passi avanti verso la riconciliazione del popolo srilankese.

 Nel luglio 1983 durante la guerra civile tra governo e Ltte, terminata l’anno scorso con la sconfitta delle Tigri tamil, sono scoppiati disordini in tutto il Paese in seguito all’uccisione di 13 persone da parte delle Tigri tamil. Gli scontri avvenuti hanno provocato l’uccisione da parte dei singalesi di 3mila civili di etnia tamil; 18mila case e 5mila negozi sono stati distrutti. Più di 100mila tamil sono scappati in India.

 Patricia Hyndman, senior lecturer di giurisprudenza presso l’università australiana New South Galles e membro del Law Asia Human Rights Standing Committee, ha dichiarato: “Testimoni oculari raccontano che i civili di etnia singalese fermavano le macchine per le strade e chiedevano agli autisti se fossero tamil. Alcune parole singalesi sono molto difficili da pronunciare per un tamil e li riconoscevano così. Li facevano scendere e davano fuoco alle macchine. Chi si opponeva, veniva ucciso”.

 AsiaNews ha raccolto le testimonianze di alcuni singalesi buddisti e laici, impegnati a Colombo per riconciliare il Paese.

 Per Rukshan Fernando, a capo dell’Associazione avvocati e società, “eventi tragici come il Luglio nero possono essere usati come opportunità per una genuina riconciliazione del Paese”. “Purtroppo - continua - la società srilankese è molto lontana da questo traguardo. Non solo luglio, ma tutti i mesi dell’anno continuano a essere neri per migliaia di persone, vittime di violenze e ingiustizie. Invece di riconoscere gli errori, le autorità sono zelanti nel negare e coprire gli sbagli commessi”.

 Anche p. Sarath Iddamalgoda, attivista per i diritti umani, non vede dei passi avanti verso la riconciliazione: “Il Luglio nero è uno dei più grandi errori commessi dai fanatici singalesi. Anche adesso che la guerra è finita i leader singalesi non sembrano interessati a condividere il potere. Quello che vogliono è controllare le aree tamil. Ci sarà una genuina riconciliazione solo cercando insieme una soluzione politica”.

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