24/06/2013, 00.00
UNESCO – CINA
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Con le risaie dello Yunnan e i monti Tianshan la Cina scala l’Unesco

Il 37mo convegno mondiale riconosce altri due siti cinesi, portando la Repubblica popolare al secondo posto dopo l’Italia. Sono 31 le proposte in corso di valutazione, dai deserti della Namibia e del Messico ai vulcani Fuji ed Etna. Tim Badman dell’UNIC: “una celebrazione delle bellezze del mondo e uno stimolo per tramandarle alle generazioni future”.

Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) -Le risaie dello Yuannan e le montagne del Tianshan sono le due nuove conquiste del patrimonio cinese dell'umanità. Il 37mo convegno dell'Unesco, in corso in Myanmar dal 16 al 27 giugno, porta la Cina al secondo posto nella graduatoria mondiale dopo l'Italia, con 45 siti protetti. Huang Wei, vice presidente della regione autonoma dello Xinjiang Uygur, ha spiegato che "la Cina si è adoperata per approfondire la cooperazione con l'Unesco e l'Unione internazionale per la conservazione della natura al fine di far approvare i due nuovi siti".

Inserito nella lista venerdì 21 giugno, il massiccio del Tianshan, con un'estensione superiore a 600mila ettari, è tra le regioni montuose più vaste dell'Asia centrale e si compone di quattro vette: il Tomur, il Kalajun-Kuerdening, il Bayinbukuke e il Bogda. Premiate dall'Unesco per la straordinaria varietà del paesaggio naturale, le montagne del Tianshan sorgono in prossimità di un territorio desertico, producendo un radicale contrasto tra le foreste innevate delle prime e l'aridità del secondo.  Il complesso montuoso, la cui costituzione risale all'era del Pliocene, ha sempre costituito un habitat ideale per lo sviluppo della flora e della fauna nella regione, alla quale appartiene ad esempio la specie a rischio del leopardo delle nevi.

Sabato 22 giugno è stata invece la volta delle risaie dello Yunnan. Il complesso sistema di terrazzamenti che dai monti Ailao degrada fino al fiume Hong copre un'area di oltre 13mila ettari. Gli abitanti del luogo, di etnia Hani, venerano il sole, la luna e altri elementi natuarli come monti e fiumi. Da oltre 1.300 anni, si tramandano la tecnica di costruzione e manutenzione dei canali che, dalle foreste adiacenti, portano l'acqua necessaria a coltivare il riso nei terrapieni.

Tim Badman, dell'Unione internazionale per la conservazione della natura, ha dichiarato che "dai deserti della Namibia e del Messico, ai monti della Cina e del Tajikistan passando per l'Etna, i nuovi siti Unesco celebrano la bellezza della natura e ci pongono di fronte al dovere di preservarli per le generazioni future". Il convegno in corso, prenderà in esame, infatti, la proposta di 31 nuovi siti da aggiungere ai 962 già esistenti. L'Etna e il monte Fuji sono i due vulcani già approvati dalla commissione nei giorni scorsi, ai quali si sono uniti il deserto costiero della Namibia e quello messicano del Pincate.

 

 

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