07/08/2009, 00.00
RUSSIA - UCRAINA
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Conclusa la visita di Kirill. Il patriarca relaziona Medvedev

Nella sua visita di 10 giorni in Ucraina il patriarca di Mosca ha sempre sottolineato la profonda unità spirituale dei popoli della Rus. Ma vi è stata qualche contestazione. Per Vsevolod Chaplin la Chiesa ortodossa russa va ben oltre i confini politici della Federazione russa. Ma vi sono problemi religiosi e politici.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Si è conclusa la visita del patriarca Kirill in Ucraina. Ieri il patriarca di Mosca ha incontrato il presidente russo Medvedev, sottolineando la profonda unità fra i due Paesi.

La visita, cominciata il 27 luglio scorso, aveva un profondo motivo religioso: le celebrazioni legate ai 1020 anni del battesimo del principe Vladimir nelle acque del fiume Dnieper, che dà inizio alla conversione della Rus, considerato punto d’origine della ortodossia russa.

Durante tutti gli incontri Kirill ha sempre sottolineato questo legame spirituale e l’unità fra ortodossi russi e ucraini. Ma vari gruppi nazionalisti lo hanno contestato, accusandolo di usare gli elementi spirituali per riportare sotto l’obbedienza di Mosca la nazione ucraina.

Ieri, in una conferenza stampa l’arcivescovo Hilarion ha rivendicato il successo del viaggio del patriarca e ha detto che in Ucraina “non vi è reale opposizione alla Chiesa ortodossa russa”.

Dagli anni ’90 in Ucraina esistono tre diverse Chiese ortodosse: Ucraina-Patriarcato di Mosca (UOC-MP), Ucraina-Patriarcato di Kiev (UOC-KP) ed Ucraina Autocefala (UAOC).

La visita del patriarca tendeva a sottolineare che la Chiesa di Mosca è la Chiesa della Rus e che perciò ha senso cercare unità e non indipendenza giuridica dal patriarcato.

Vsevolod Chaplin, responsabile del patriarcato per le delle relazioni esterne, ha affermato che il pellegrinaggio di Kirill voleva esprimere il fatto che la Chiesa ortodossa russa si estende oltre i confini strettamente politici: “Noi non siamo solo la Chiesa della Federazione russa – ha detto – né solo quella del popolo russo”.

Alle tensioni interne all’ortodossia si aggiungono le tensioni politiche. Dal 2004, dal tempo della “rivoluzione arancione”, che ha portato al potere Viktor Yushenco, i rapporti fra Russia e Ucraina sono tesi perché quest’ultima guarda verso l’unificazione con l’Europa, contrastata da Mosca.

Ieri il patriarca Kirill ha incontrato il presidente russo Dimitri Medvedev e a lui ha raccontato le impressioni del suo viaggio in Ucraina, sottolineando che le divergenze politiche fra i due Paesi erano “sormontabili” grazie alla profonda unità spirituale fra i due Paesi.

“Fondati su questa unità, rispettando la sovranità e accettando le realtà politiche esistenti – ha detto Kirill – dovremmo mettere tutti gli sforzi perché la gente si senta più unita e vicina, rimanendo i figli e le figlie della Chiesa ortodossa russa, senza tener conto del loro risiedere in differenti Stati”.

Medvedev ha affermato che terrà in conto le impressioni del patriarca per sviluppare i rapporti fra Russia e Ucraina.

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