03/06/2016, 11.18
SIRIA - ONU
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Conflitto siriano: L'Onu "studia" la distribuzione di aiuti, ma le armi passano senza problemi

Al Palazzo di vetro gli esperti delle Nazioni Unite valutano l’uso di elicotteri per portare aiuti alla popolazione civile sotto assedio. Ma vi sono difficoltà operative e minore garanzia di efficacia. Almeno 600mila persone vivono in 19 zone e località sotto assedio, altri quattro milioni in aree difficili da raggiungere. La coalizione internazionale fornisce munizioni e armi ai ribelli. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Trovare le modalità per la distribuzione di aiuti in aree da tempo sotto assedio, per garantire un soccorso immediato alla popolazione civile ridotta alla fame. È questo il tema della riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in programma oggi al Palazzo di Vetro di New York. Gli esperti Onu stanno valutando l’utilizzo degli elicotteri per consegnare cibo e mezzi di prima necessità, sebbene le operazioni presentino un alto tasso di difficoltà e vi sia una minore certezza di efficacia rispetto alla distribuzione via terra. 

Il mese scorso i 20 Paesi membri del Gruppo di sostegno internazionale alla Siria hanno fissato il primo giugno come termine ultimo per la consegna degli aiuti via terra. In caso di fallimento, le operazioni sarebbero avvenute con l’uso di aerei ed elicotteri, anche se questo metodo si rivela molto più complicato e meno efficiente. 

Fonti Onu riferiscono che a tutt’oggi vi sono almeno 600mila persone che vivono in 19 zone e località della Siria sotto assedio dei belligeranti, soprattutto per mano dell’esercito governativo. E altri quattro milioni di siriani si trovano in aree difficili da raggiungere. 

Ramzy Ezzeldin Ramzy, numero due dell’inviato speciale Onu per la Siria Staffan de Mistura, ha confermato che la distribuzione di aiuti non è imminente per la “complessità” delle operazioni e per l’attesa del via libera da parte del governo di Damasco. Il termine del primo giugno è stato superato, Francia e Gran Bretagna premono per dare il via alle operazioni. Da qui la decisione degli esperti delle Nazioni Unite di procedere all’uso di elicotteri, anche se le operazioni si rivelano complicate in una nazione in guerra da cinque anni, con 280mila morti e milioni di sfollati. 

“Il World Food Program - spiega Ramzy - ha studiato la questione e sta finalizzando le procedure”. La consegna via aerea, conclude l’esperto Onu, “sarà posta in essere il prima possibile”. 

La distribuzione degli aiuti nelle aree sotto assedio è uno dei punti chiave - e dei nodi irrisolti - dei colloqui di pace Onu a Ginevra (Svizzera) fra governo e rappresentanti dei ribelli, che finora non hanno sortito alcun risultato di rilievo. Il primo giugno Damasco ha autorizzato l’ingresso di aiuti a Daraya, cittadina a 10 km dalla capitale e sotto assedio dal 2012 e ridotta alla fame. Tuttavia fra gli aiuti non vi era alcun pacco di cibo. 

Intanto sul terreno continuano i combattimenti fra esercito siriano, gruppi ribelli e milizie jihadiste, in un quadro in continua evoluzione. Una serie di bombardamenti lanciati dall’esercito di Damasco hanno causato diversi morti (fra cui almeno 23 civili) nei quartieri di Aleppo in mano ai ribelli. Intanto, le forze curde continuano l’offensiva contro lo Stato islamico (SI) nelle province di Aleppo e Raqqa, nel nord della Siria. 

Fonti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani riferiscono che aerei della coalizione internazionale hanno distribuito un vasto quantitativo di munizioni e armamenti ai ribelli, impegnati nella difesa della città di Marea, a nord di Aleppo, dall’invasione dello SI. Rami Abdel Rahmane, direttore dell’Osservatorio, riferisce che i mezzi della coalizione “nelle ultime 24 ore” hanno sganciato “munizioni, armi leggere e mine anticarro a Marea”. Secondo l’esperto è la prima volta che la coalizione internazionale a guida statunitense distribuisce armamenti a combattenti che non siano curdi. Tuttavia, un responsabile della Difesa a Washington, confermando il passaggio di armi sottolinea che non si tratta “della prima volta” e la distribuzione non comprende “armi leggere e anticarro”. 

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