12/05/2006, 00.00
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Contrasti tra Usa, Cina e Iran possono spiegare le quotazioni record dell'oro

di Maurizio d'Orlando

Il metallo giallo è ai livelli più alti da 25 anni. A spingerlo in su, oltre ai motivi politici, possono essere gli acquisti da parte di privati in India e Cina o di fondi di investimento internazionali.

Milano (AsiaNews) - Le quotazioni dell'oro hanno superato, nelle contrattazioni di ieri, i 725 dollari all'oncia, la quotazione più alta da 25 anni ad oggi. Attualmente le quotazioni sono a 726 dollari.

A parte coloro secondo i quali l'aumento delle quotazioni sarebbe una bolla destinata a scoppiare o, quanto meno, a sgonfiarsi nel tempo - in definitiva l'uso per scopi tecnici dell'oro è molto limitato - la causa del record andrebbe cercata o nell'accresciuta domanda da parte di privati in India e in Cina, o nella politica. Il rialzo delle quotazioni sarebbe legato alle tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran a causa dei progetti nucleari iraniani o a operazioni cinesi.

Il recente rialzo sarebbe infatti da collegare alla decisione delle autorità monetarie cinesi di incrementare le proprie riserve di metallo giallo. Secondo varie fonti la Cina, la cui banca centrale ha circa 600 tonnellate di oro, entro breve punta a detenere in oro fino al 5% delle proprie riserve valutarie. Tale proposito significa un volume di acquisti da parte della Cina di circa 2.400 tonnellate, circa i due terzi della produzione mondiale annuale. Le ragioni di tale diversificazione sarebbe sia politica, relativa cioè al latente contrasto con gli Stati Uniti, che meramente economica, dovuta cioè al fatto che la Cina è attualmente uno dei Paesi con le maggiori riserve al mondo di liquidità finanziarie, detenute, per altro, principalmente in dollari. Dal punto di vista strettamente economico, proteggere le riserve valutarie cinesi dalla debolezza del dollaro si può considerare un proposito del tutto comprensibile. Di fatto, si deve notare che la Federal Reserve americana pochi giorni fa ha rialzato il tasso di interesse senza per questo che le quotazioni del dollaro ne abbiano tratto particolare beneficio.

Altri osservatori fanno notare che ora anche i privati in Cina, come in India, hanno la possibilità di comprare oro. L'India è un Paese la cui popolazione rurale ha da sempre affidato i propri risparmi non alle banche, ma all'oro. Anche prima della liberalizzazione del possesso dell'oro da parte dei privati, in India, storicamente, la dote delle giovani spose nei villaggi contadini era costituita in bracciali e collane d'oro. Data la notoria precarietà del sistema bancario cinese interno, è logico supporre che i privati in Cina detengano una parte dei propri risparmi in oro.

Altri osservatori fanno notare che il rialzo delle quotazioni sarebbe dovuto agli acquisti dei fondi d'investimento in cerca di soluzioni alternative ai rischi congiunti di inflazione e di possibili tracolli delle borse mondiali e di quelle americane ed europee in particolare.

Altri ancora, infine, evidenziano che ormai da troppo tempo la circolazione di moneta cartacea ha raggiunto livelli insostenibili e che, non solo nei Paesi occidentali ma in tutto il mondo, la finanza, per di più di breve termine, stravolge ogni aspetto dell'economia, della produzione e finanche della vita sociale e personale.

Se dovessero verificarsi alcune di queste ipotesi, il prossimo traguardo dell'oro potrebbe, però, essere non 800 dollari l'oncia ma 1.800 dollari ed in parallelo potremmo vedere il greggio a 200 dollari al barile.

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