20/03/2019, 12.34
INDIA
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Contro il traffico di embrioni: È una cultura della morte mascherata

di Nirmala Carvalho

Le autorità indiane hanno fermato all’aeroporto di Mumbai un cittadino malaysiano che introduceva embrioni in maniera illegale. L’arrestato avrebbe compiuto almeno 10 viaggi negli ultimi 18 mesi. Il medico indiano invita a partecipare ad una marcia pro-vita il 24 marzo.

Mumbai (AsiaNews) – Una “cultura della morte mascherata da qualcuno che dà la vita”. È l’opinione del dott. Pascoal Carvalho, medico indiano e membro della pontificia Accademia per la vita, sul presunto traffico di embrioni umani scoperto in India. Ieri i giornali hanno diffuso la notizia dell’arresto di un cittadino malaysiano fermato all’aeroporto di Mumbai dopo che nel suo bagaglio era stato scoperto un barattolo con all’interno un embrione umano. “È una cosa tragica – afferma il dott. Carvalho –. La vita umana è un dono prezioso di Dio dal concepimento fino alla morte naturale”.

L’uomo malaysiano è stato identificato come Partiban Durai. Secondo gli inquirenti, egli sarebbe un corriere su commissione, che trasporta in India embrioni da utilizzare in una clinica per la fertilità con sede a Mumbai, nel quartiere di Bandra West. La clinica in questione sarebbe la “Indo-Nippon IVF” di Turner Road, specializzata nella tecnica della fecondazione in vitro.

Gli investigatori che stanno conducendo l’inchiesta ritengono che l’uomo avrebbe effettuato almeno 10 viaggi negli ultimi 18 mesi. Dopo essere stati introdotti nel Paese in maniera illegale, gli ovuli fecondati sarebbero stati poi impiantati nell’utero di alcune madri surrogate.

L’India è considerata la capitale mondiale dell’utero in affitto. Qui la mercificazione del corpo femminile ha creato un mercato fiorente grazie ai costi contenuti delle gravidanze rispetto ai Paesi occidentali – cioè dai 18 ai 30mila dollari, un terzo del prezzo negli Usa. Per contrastare il fenomeno della maternità surrogata, il governo è intervenuto con una legge che punisce l’affitto dell’utero delle donne con cinque anni di reclusione. A dicembre 2018 la Lok Sabha ha confermato la normativa che impedisce l’accesso alle tecniche in vitro per i single e gli stranieri.

Il dott. Carvalho ricorda che la Commissione per la vita umana (Dhlc) dell’arcidiocesi di Mumbai conduce con regolarità programmi e simposi che promuovono la cultura della vita. Il medico invita a partecipare ad una marcia su questo tema in calendario per il 24 marzo. In conclusione afferma: “[Dobbiamo ascoltare] la voce profetica della Chiesa che si oppone alla mentalità contro la vita e promuove in maniera attiva una cultura della vita”.

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