29 Giugno 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 13/06/2012, 00.00

    COREA DEL SUD – CINA

    Contro la delegazione tibetana, la Cina abbandona i lavori dell’Amicizia buddista

    Joseph Yun Li-sun

    I rappresentanti del buddismo cinese prima chiedono (e ottengono) di allontanare i delegati tibetani dai lavori dell’assemblea mondiale. In un secondo tempo, non soddisfatti, decidono di andarsene all’improvviso. Alla conferenza è presente Samdhong Rinpoche, ex primo ministro tibetano in esilio. Una fonte tibetana ad AsiaNews: “Vogliono che il mondo ci dimentichi”.

    Seoul (AsiaNews) - La delegazione cinese ha abbandonato all'improvviso una conferenza organizzata dall'Amicizia dei buddisti mondiali in corso in Corea del Sud per protestare contro la presenza di alcuni monaci tibetani. Il governo cinese si conferma così deciso a schiacciare l'essenza tibetana anche dal punto di vista religioso, e non esita a usare ricatti diplomatici e commerciali per impedire la partecipazione degli esponenti di questa etnia a qualunque tipo di evento con rilevanza internazionale.

    I 17 fra monaci e rappresentanti del mondo buddista cinese sono partiti all'improvviso due giorni prima della fine dell'incontro, prevista per il 15 giugno. Una portavoce dell'organizzazione conferma che, per venire incontro alle proteste cinese, i funzionari dell'Amicizia avevano chiesto ieri a 3 delegati tibetani di lasciare i lavori: "La richiesta cinese è stata accettata dal Segretario generale del gruppo. Si è trattato di una decisione imbarazzante".

    Al momento, comunque, la delegazione tibetana continua a partecipare ai lavori mentre quella cinese è partita questa mattina. Alla conferenza, in corso nella città meridionale di Yeosu, partecipano circa 400 delegati da più di 30 nazioni diverse. Questi incontri sono spesso dei momenti per riflettere insieme sulle forme dottrinali del buddismo, che ha connotazioni diverse nei vari Paesi in cui ha preso piede nel tempo.

    La decisione di Pechino era in qualche modo attesa, dato che il governo di Seoul ha concesso per questo incontro il visto a Samdhong Rinpoche, ex primo ministro del governo tibetano in esilio. Anche se non è mai arrivata a ospitare il Dalai Lama, la Corea del Sud ha più volte chiesto alla Cina "giustizia e libertà religiosa" per la comunità tibetana, schiacciata dall'immigrazione han e dalle politiche repressive del governo centrale cinese.

    Una fonte tibetana conferma ad AsiaNews: "Questo modo di fare non è certo una novità. La Cina spera che il mondo ci dimentichi e ci abbandoni, e fa in modo di protestare ogni volta che qualche tibetano fa parte di un consesso internazionale. Ma proprio oggi il Dalai Lama parte per un tour in Europa, e questo dimostra che i loro sforzi sono inutili".

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    02/03/2011 TIBET - CINA
    Leader tibetano: Alle provocazioni della Cina sul Dalai Lama, rispondiamo con la non-violenza
    Samdhong Rinpoche, premier del governo tibetano in esilio, invita i tibetani a non a cadere nella provocazione per le recenti calunnie cinesi contro il Dalai Lama e a proseguire ad affermare la propria identità in modo non violento. Sulla Rivolta del Gelsomino: la Cina è pronta a stroncare ogni protesta con la violenza.

    22/04/2008 INDIA – TIBET – CINA
    Premier tibetano: la Cina ha fatto del Tibet una trappola per distruggerci
    Samdhong Rinpoche, primo ministro del governo tibetano in esilio, analizza per AsiaNews le provocazioni del governo cinese e la campagna denigratoria contro il Dalai Lama, tesa a far peggiorare ancora di più la situazione della popolazione tibetana. Un appello alla comunità internazionale: Pechino vi ignora da 30 anni, fate qualcosa prima della distruzione del Tibet.

    03/03/2010 CINA – TIBET
    Pechino, il falso Panchen Lama entra nel governo
    I tibetani in esilio puntano il dito contro il “pupazzo di Pechino”, che tuttavia “si dimostra sempre meno obbediente ai suoi padroni. È un tibetano, e il suo cuore prima o poi spezzerà le catene cinesi”. Oggi l’esordio del finto numero due del buddismo tibetano nella politica.

    02/01/2009 TIBET
    I 50 anni dell’esilio tibetano: la speranza del ritorno, il compito di tener viva la tradizione
    Nel 2009 i tibetani celebrano l’anniversario della fuga in India del 1959. Oggi la sfida più importante per il popolo in esilio è quella di mantenere intatte le tradizioni culturali e religiose e maturare una politica educativa adeguata per le giovani generazioni. Samdhong Rinpoche, primo ministro del governo tibetano in esilio, esprime le sue speranze per il nuovo anno.

    11/04/2015 TIBET – CINA
    Tibet, una monaca buddista si dà fuoco per la libertà e il ritorno del Dalai Lama
    La religiosa, 47 anni, ha compiuto un giro rituale del suo monastero nella zona di Kardze chiedendo il ritorno del Dalai Lama, pregando per la sua vita e per la libertà del Tibet. Dopo si è auto-immolata ed è morta sul posto. È la 138ma persona a scegliere questa forma estrema di protesta dal 2009.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Confusione e polemiche per il silenzio del Vaticano sul caso di mons. Ma Daqin di Shanghai

    Bernardo Cervellera

    Per alcuni l’articolo di mons. Ma con cui elogia l’Associazione patriottica, riconoscendo i suoi “errori”, è solo “fango”. Per altri egli si è umiliato “per il bene della sua diocesi”. Molti esprimono perplessità per il silenzio della Santa Sede: silenzio sul contenuto dell’articolo; silenzio sulla persecuzione subita dal vescovo di Shanghai. Il sospetto che in Vaticano si vede bene lo svolgimento del “caso” Ma Daqin che però fa emergere un problema: la Lettera di Benedetto XVI (con cui dichiara l’AP non compatibile con la dottrina cattolica) è abolita? E chi l’ha abolita? Il rischio di una strada di compromessi senza verità.


    CINA - VATICANO
    Mons. Ma Daqin: il testo della sua “confessione”

    Mons. Taddeo Ma Daqin

    Con un articolo pubblicato sul suo blog, il vescovo di Shanghai, dimessosi dall’Associazione patriottica quattro anni fa, sembra “confessare” il suo errore e esalta l’organismo di controllo della Chiesa. Riportiamo qui il testo quasi integrale del suo intervento. Traduzioni dal cinese a cura di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®