26/02/2010, 00.00
COREA DEL SUD

Corea del Sud, il Paese con il tasso di natalità più basso del mondo

Theresa Kim Hwa-young
Per il secondo anno consecutivo diminuisce il numero delle nascite: da 466mila del 2008 a 445mila nel 2009. L’indice di natalità per le donne tra i 15 e i 49 anni è di 1,14, con un calo di 0,04 punti. Esso causa un invecchiamento della popolazione e pesanti ripercussioni sul sistema previdenziale.
Seoul (AsiaNews) – Per il secondo anno consecutivo diminuisce il tasso di natalità in Corea del Sud. È quanto emerge da un rapporto diffuso nei giorni scorsi dall’Ufficio nazionale di statistica (Nso) di Seoul, che attribuisce la decrescita alla tendenza delle coppie a rimandare i matrimoni e posticipare il concepimento dei figli. Il numero nelle nascite, conferma un funzionario Nso, è il più basso del mondo.
 
Nel 2009 vi sono state 445mila nuove nascite, con un calo di 21mila unità (pari al - 4,4%) rispetto alle 466mila del 2008. Un dato che conferma il trend negativo: nel 2008 vi sono stati 27mila neonati in meno del 2007. Il tasso medio di natalità nelle donne in età fertile, fra i 15 e i 49 anni, è di 1,14. Il dato indica una diminuzione di 0,04 punti rispetto all’anno precedente. Un funzionario dell’Nso afferma che “è il più basso tasso di fertilità al mondo, se si eccettuano alcune città-Stato”.
 
La diminuzione delle nascite comporta, di conseguenza, un invecchiamento della popolazioni che crea pesanti ripercussioni alle casse dello Stato. Diminuisce infatti la forza lavoro e aumentano, di pari passo, i costi del welfare e dei trattamenti pensionistici. Essi, oltretutto, andranno a gravare sulle spalle dei giovani che si affacciano al mercato del lavoro.
 
Dal rapporto emerge inoltre che l’età media delle donne che partoriscono è salita a 31 anni – con una crescita di 0,2 punti sul 2008 – ed è dovuta alla scelta delle coppie di rimandare il matrimonio. Oggi le donne ultratrentenni gravide hanno superato le ventenni e i dati lo dimostrano: il 43,4% dei neonati ha una madre che ha superato i 30 anni, il 35,2% è figlio di una ancora nella “ventina”. E sono proprio le 20enni a registrare un calo nelle gravidanze superiore alla metà (13mila, su 21mila) rispetto al dato del 2008.
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