23 Luglio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 03/01/2017, 11.35

    INDIA

    Corte suprema indiana: No all’uso della religione in cerca di voti. Attivisti: Sentenza positiva

    Nirmala Carvalho

    I giudici hanno stabilito che i politici non potranno più fare leva sull’elemento confessionale, linguistico e di casta. La sentenza sfida per la prima volta un altro giudizio che definiva l’Hindutva “uno stile di vita e non una religione”. “Il paradosso è che è proprio il partito del premier che più usa la religione per attrarre consensi”.

    New Delhi (AsiaNews) – La Corte suprema dell’India ha stabilito che nessun politico potrà più utilizzare la religione per conquistare voti. La sentenza – quattro voti contro tre – è stata emessa ieri e potrebbe determinare le sorti delle prossime elezioni amministrative, che nel 2017 sono previste in cinque Stati. Il parere dei giudici sfida per la prima volta – senza però rovesciarla – un’altra sentenza del 1995, che aveva definito l’Hindutva [ideologia che considera l’induismo un’identità etnica, culturale e politica, in nome della quale gruppi estremisti perpetrano atti di violenza e discriminazione contro le minoranze etniche e religiose – ndr] “uno stile di vita e non una religione”. Ad AsiaNews alcuni attivisti indiani, laici e cristiani, sottolineano l’importanza della sentenza e accolgono con entusiasmo il parere della Corte guidata dal presidente TS Thakur.

    Il massimo tribunale indiano ha stabilito che chi tenta di procacciarsi voti sulla base di religione, casta, appartenenza etnica o linguistica commette un reato secondo la Sezione 123(3) del Representation of People’s Act. I giudici hanno anche ribadito che “l’esercizio del voto è una pratica laica” e che “il rapporto tra l’uomo e Dio è una scelta individuale. Allo Stato è proibito chiedere fedeltà in una simile attività”.

    Ram Puniyani, presidente del Center for Study of Society and Secularism di Mumbai, sostiene che “la sentenza sull’Hindutva ha creato il precedente politico per l’abuso della religione nell’arena elettorale”. L’attivista ricorda inoltre che nelle elezioni politiche del 2014, quelle vinte dall’attuale primo ministro Narendra Modi, è stato proprio il premier a “enfatizzare il fatto che fosse indù. Queste dichiarazioni hanno indebolito il tessuto sociale laico della nostra repubblica”.

    Puniyani riporta che il maggior partito che fa leva sull’elemento confessionale per attrarre consensi è il Bjp [Bharatiya Janata Party, nazionalisti indù attualmente al governo], “che polarizza le comunità lungo linee religiose”. Per questo, aggiunge, “la sentenza della Corte potrebbe essere un grande sollievo”.

    Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), commenta: “Tutto questo è davvero ironico, perchè le politiche di Modi sono radicate in profondità nel movimento dell’Hindutva. La Costituzione indiana accorda diritti ad ampio raggio per tutti i suoi cittadini, comprese le minoranze. L’India è una democrazia laica e pluralistica, dove la cittadinanza è legata al territorio e tutte le minoranze etniche e religiose sono considerate al pari degli altri”. “Invece i fautori di un ritorno alle origini indù dello Stato – continua – tentano di fare pressione su Modi affinchè egli utilizzi il mandato elettorale per accrescere le loro politiche”.

    Lenin Raghuvanshi, attivista per i diritti dei dalit e fondatore del People’s Vigilance Committee on Human Rights (Pvchr), ritiene che la decisione di ieri “possa squalificare i partiti politici fascisti. Questi ultimi utilizzano la religione per promuovere le loro agende razziste e creano conflitti”.

    P. Lourdu Raj, decano della Xavier School of Communication presso la Xavier University di Bhubaneshwar (in Orissa), mette in guardia: “La sentenza avrà conseguenze positive sulla società solo verrà messa in pratica in modo concreto e se la società stessa vigilerà su di essa”.

    (Ha collaborato Santosh Digal)

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    05/02/2014 INDIA
    India, la Corte suprema rivedrà la sentenza "pro-indù", per frenare l'estremismo religioso
    Nel 1995 il più alto tribunale del Paese aveva stabilito che cercare voti in nome dell'induismo non è una forma di corruzione. Il verdetto venne molto criticato, perché l'imputato di quel processo si era fatto eleggere in nome dell'hindutva, ideologia nazionalista. Il presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic) accoglie in modo favorevole le decisione della Corte suprema in vista delle elezioni generali di maggio 2014. "Negli Stati dove si persegue l'hindutva le minoranze vivono nell'insicurezza".

    17/06/2017 09:48:00 INDIA
    Parziale dietrofront di Delhi sul bando della carne di vacca: ‘pronti a rivedere’ la norma

    Il ministro della Giustizia apre su possibili regole meno severe. La questione arriva alla Corte suprema. La sentenza è prevista per il prossimo 11 luglio. “Mai voluto appoggiare una legge che potesse interferire in qualsiasi modo con le abitudini alimentari delle comunità”. Già perso il 90% del commercio dei bufali.



    10/07/2017 08:58:00 INDIA
    Corte suprema: il Gange ‘non è un essere vivente’

    I giudici ribaltano una sentenza dell’Alta corte dell’Uttarakhand. Il fiume è altamente inquinato da processi industriali, urbanizzazione, pesticidi. Il nuovo status legale rischiava di rendere il fiume responsabile dei danni delle inondazioni.



    08/03/2016 11:24:00 BANGLADESH
    Bangladesh, la Corte suprema discute per eliminare l’islam come religione ufficiale

    I giudici dovranno decidere se è legittimo l’ottavo emendamento costituzionale, inserito nel 1988, che definisce l’islam come religione di Stato. Radicali islamici “giustificano” le violenze contro le minoranze in nome dell’islam. Comunità cattolica accoglie con favore l’iniziativa, divisi i musulmani.



    25/08/2005 INDIA
    India, nuovo rinvio della Corte Suprema sui diritti dei dalit cristiani
    L'arcivescovo di Delhi critica la decisione e accusa le leggi discriminanti.



    In evidenza

    CINA
    Liu Xiaobo: una fiaccola che illumina la civiltà umana



    La testimonianza del grande dissidente non violento, lasciato morire di cancro, è il più alto contributo all’umanità negli ultimi (sterili) 500 anni di storia cinese. Il ricordo di Liu (e di sua moglie) da parte di un sacerdote del nord della Cina.


    INDIA
    Goa: croci distrutte, cimitero dissacrato. Mons. Neri Ferrao: colpa dell’odio religioso



    Le croci sono state lasciate infrante ai margini della strada. Nel cimitero di Guardian Angel Church danneggiate 28 nicchie, cinque croci di legno e nove in granito, 16 tombe e la grande croce all’ingresso. Sajan K George: “Durante un raduno di indù, un fondamentalista ha detto che tutti quelli che mangiano la vacca devono essere impiccati”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®