01/02/2019, 12.37
INDIA
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Corte suprema lascia in carcere una suora di Madre Teresa. Sr. Prema: ‘Preghiamo per tutti’

Sr. Concilia era la direttrice dell’orfanotrofio Nirmal Hriday di Ranchi, nel Jharkhand. È stata arrestata a luglio per un presunto traffico di minori. Dopo sette mesi, è ancora dietro le sbarre senza un’accusa formale.

Calcutta (AsiaNews) – La Corte suprema dell’India ha respinto la richiesta di rilascio su cauzione di una suora di Madre Teresa, arrestata a Ranchi per una presunta compravendita di bambini in un orfanotrofio gestito dalle Missionarie della Carità. La suora però si trova in carcere da quasi sette mesi, senza che la polizia abbia mai presentato un’accusa formale contro di lei. Per questo il 29 gennaio i giudici supremi hanno anche chiesto ai querelanti di depositare al più presto una denuncia. Ad AsiaNews sr. Mary Prema, superiora generale della congregazione, afferma: “Abbiamo fiducia in Dio. Preghiamo per tutte le persone coinvolte”.

La superiora generale non rilascia altre dichiarazioni. Invece mons. Theodore Mascarenhas, segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci) e vescovo ausiliare di Ranchi, dichiara che il rifiuto di rilasciare la suora è “un’ingiustizia. Inoltre il fatto che la Corte suprema abbia chiesto alle autorità del Jharkhand si presentare una denuncia formale è una vergogna. La missionaria è innocente e tutti sanno che ha problemi di salute”.

Sr. Concilia (Konsalia), 61 anni, è malata di diabete. Era la direttrice della casa Nirmal Hriday per bambini abbandonati e madri single. È stata arrestata per traffico di minori il 4 luglio 2018 in seguito alla denuncia di una coppia, che rivendicava di aver pagato 120mila rupie (circa 1.500 euro) per comprare un neonato, che però non le era mai stato affidato. In realtà la vera responsabile della compravendita di neonati era Anima Indwar, dipendente della struttura fin dal 2012 e anch’essa arrestata, che era incaricata di accompagnare in ospedale le gestanti in assenza delle suore.

La notizia della decisione della Corte suprema arriva negli stessi giorni in cui le autorità dello Stato indiano decidono di revocare la licenza dell’orfanotrofio, dopo un’inchiesta su tutte le strutture gestite dalle missionarie. Le suore fanno sapere alla stampa di non aver avuto alcuna notifica ufficiale del provvedimento che però, assicurano ancora le autorità, “arriverà”. Insieme al Nirmal Hriday Home, i funzionari hanno ritirato i permessi ad altre 15 case di varie Ong.

“Dispiace tantissimo – dice mons. Mascarenhas – che ci sia ostilità contro i cristiani”. Da ultimo, il suo pensiero va “non solo alle suore di Madre Teresa, ma a tanti nostri poveri che soffrono queste ingiustizie. È difficile combattere l’autorità, se le autorità sono contro di te”.

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