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  • » 17/02/2017, 12.17

    INDIA

    Crescono gli ultranazionalisti indù in Kerala: oltre 5mila incontri al giorno

    Nirmala Carvalho

    In Kerala indù, cristiani e musulmani hanno sempre convissuto in maniera pacifica. Alle elezioni dello scorso anno ha trionfato il Partito marxista-comunista. Quest’ultimo si è aperto ai valori democratici. “Lo Stato potrebbe diventare un modello di convivenza anche per la politica a livello centrale”.

    Mumbai (AsiaNews) – Lo Stato del Kerala, nella parte meridionale dell’India, è quello dove più cresce il numero degli ultranazionalisti indù. Lo riferisce a Press Trust of India, organo di stampa ufficiale del governo di Narendra Modi, Nanda Kumar, il responsabile delle sezioni dell’Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh, gruppo paramilitare ultranazionalista indù, ndr) nello Stato indiano. Egli afferma che ogni giorno avvengono 5mila incontri mattutini (“shakha”, in lingua locale) nelle sezioni regionali. Ad AsiaNews p. Paul Thelakat, direttore di “Light of Truth” ed ex portavoce del Sinodo siro-malabarese, conferma i numeri: “In Kerala la presenza dell’Rss è ampia, forte e attiva. Secondo la loro ideologia, si tratta di un’organizzazione fascista. Nonostante tutto, i suoi membri non sono in aperto conflitto con le altre comunità, tranne che nel distretto di Kannur dove è in corso un violento contrasto con i marxisti”.

    Il Kerala ha avuto una lunga tradizione di governi di centro-sinistra capeggiati dal Congress, fino alla clamorosa sconfitta elettorale che lo scorso anno ha visto trionfare il Partito marxista-comunista. Lo Stato è anche quello dove si registra la maggior concentrazione di cristiani nel Paese, circa il 19% della popolazione locale. Qui la convivenza tra le varie confessioni religiose è sempre stata pacifica e le organizzazioni caritatevoli cristiane lavorano con il pieno sostegno di governo e abitanti.

    Kumar riporta che “negli ultimi anni l’incremento delle sezioni giovanili dell’Rss è stato persino più alto rispetto al Gujarat, storica roccaforte di Rss e Bjp [Bharatiya Janata Party, braccio politico del gruppo paramilitare indù, ndr], dove oggi ci sono circa 1000 gruppi”. L’obiettivo dell’organizzazione è raddoppiare i propri numeri, fino ad arrivare a 100mila sezioni.

    P. Thelakat sostiene che finora “i rapporti tra membri dell’Rss, cristiani e musulmani sono sempre stati di convivenza pacifica. Il Kerala ha una buona tradizione di relazioni cordiali tra le varie religioni”. Egli ritiene che “l’Rss non voglia discostarsi da questo modello. Credo che la versione del Bjp in questo Stato sia diversa dall’atteggiamento che lo stesso partito ha nel nord dell’India. Qui i suoi leader politici non pronunciano offese nei confronti delle confessioni altrui”.

    Secondo il sacerdote, “il Kerala potrebbe diventare un modello per la leadership del partito a livello nazionale. Il futuro dell’India dipenderà da quanto l’Rss sarà disposto ad accettare i valori democratici e il rispetto di tutte le religioni”. “Anche il Partito marxista – conclude – la cui ideologia non è per niente democratica, con il passare degli anni ha cambiato atteggiamento e si è aperto ai valori democratici. Questo potrebbe accadere anche per il Bjp e l’Rss”.

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