31/08/2004, 00.00
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Crisi idrica: gli scienziati lanciano l'allarme

Ogni anno le nazioni asiatiche usano più acqua di quanto ne cada con le piogge

Hong Kong (AsiaNews/AFP) – "Gli agricoltori asiatici causeranno una catastrofe ambientale se continueranno ad usare pozzi artesiani per prelevare le riserve idriche del sottosuolo" - questo il monito lanciato dalla rivista scientifica New Scientist.

Il settimanale britannico denuncia: "Nel passato sono stati impiantati decine di milioni di questi pozzi, molti senza alcun controllo, e le quantità d'acqua estratte dalle potenti pompe elettriche sono di gran lunga superiori all'acqua piovana che va a riempire le falde".

"L'estrazione di acqua – riporta il New Scientist – consente a molti paesi abbondanti raccolte di riso e zucchero di canna (sementi che hanno un estremo bisogno di acqua per poter crescere, ndr), ma il boom è destinato ad una vita breve".

In una conferenza mondiale sull'acqua, tenutasi la scorsa settimana a Stoccolma, gli studiosi hanno sottolineato che le risorse idriche stanno diminuendo in maniera drammatica; in breve tempo alcune zone potrebbero inaridirsi o diventare desertiche. In India piccoli imprenditori agricoli hanno scavato 21 milioni di pozzi nei loro campi e il numero cresce nell'ordine di un milione l'anno. La metà dei pozzi che il paese possiede si sono già prosciugati; per la disperazione molti agricoltori ridotti alla fame si sono tolti la vita.

La rivista scientifica riporta anche il caso della Cina: nelle pianure del nord, dove si produce la maggior quantità di prodotti agricoli, ogni anno i coltivatori estraggono 30 km cubi di acqua in più di quelli portati dalle piogge.

In giugno il quotidiano nazionale China Daily ha ammesso che la Cina "rischierà una crisi idrica" a partire dal 2030, quando la popolazione cinese toccherà gli 1,6 miliardi di individui.

La rivoluzione tecnologica portata dai pozzi artesiani si è diffusa in paesi con gravi problemi idrici quali il Pakistan e il Vietnam; ma l'estrazione incontrollata contribuisce a svuotare ulteriormente le riserve contenute nel sottosuolo. Come riporta il New Scientist "nell'ultima decade il Vietnam ha quadruplicato il numero di pozzi, toccando quota 1 milione. Nel Punjab, regione del Pakistan dove si produce il 90% delle risorse alimentari del paese, le falde freatiche si stanno prosciugando". (DS)  

 

   

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