01/08/2013, 00.00
BRASILE-VATICANO-LIBANO
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Cristiani d'Oriente : i grandi dimenticati dalla Gmg di Rio

di Fady Noun
Nella grande "Settimana dei giovani", presenti solo mille fedeli da Libano, Siria, Iraq. Nessuna citazione del loro dramma alla Via Crucis. Il corrispondente libanese di AsiaNews azzarda qualche ipotesi: per papa Francesco è l'America latina "il continente della speranza"; le Chiese d'Oriente soffrono di sonnolenza. Oppure - più probabile - l'occidente è stanco di un Oriente senza soluzioni e abbandona la regione al suo destino.

Rio de Janeiro (AsiaNews) -  Un popolo libero mima il dolore di Gesù - che è anche il proprio - nello scenario del lavoro, nelle miniere, negli ospedali, nelle tombe e nelle culle della speranza: è il magnifico, geniale spettacolo che i giovani brasiliani hanno offerto al mondo la sera del venerdì 27 luglio nelle 14 scenografie della Via crucis  della Giornata mondiale della gioventù a Copacabana.

In ogni scena vi è una breve lettura, un commento e una meditazione. A fare da contrappunto, un gruppo di militari schierati e i porta-bandiere che sottolineano la dignità della scena e offrono un distacco che lascia il posto alle lacrime, un posto riservato, rinnovato di continuo e di continuo pacificato. Da togliere il respiro. Una sola riserva (ma è poi una riserva?): il Gesù, sanguinante e nudo che avanza verso il Golgota, si rialza senza molto vigore. Talvolta, noi stessi ci risolleviamo anche mentre cadiamo, e tante volte nel nostro cammino.

"Con la Croce - dice papa Francesco - Gesù si unisce al silenzio delle vittime della violenza, che non possono più gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi; con essa, Gesù si unisce alle famiglie che sono in difficoltà, che piangono la perdita dei loro figli, o che soffrono nel vederli preda di paradisi artificiali come la droga; con essa, Gesù si unisce a tutte le persone che soffrono la fame in un mondo che ogni giorno getta via tonnellate di cibo; con essa, Gesù si unisce a chi è perseguitato per la religione, per le idee, o semplicemente per il colore della pelle; in essa, Gesù si unisce a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni politiche perché vedono egoismo e corruzione o che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l'incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo".

Il papa dei giovani non è lì per accarezzare una gioventù spesso coccolata per essere sfruttata ancora di più, ma per aiutarla a crescere, a maturare. Il giorno prima, festa dei santi Gioacchino ed Anna, genitori della Vergine, egli ha lanciato un appello al dialogo fra le generazioni. Entusiasmo dei giovani e saggezza degli anziani si completano, ha insistito.

Nella disaffezione dei giovani verso la Chiesa si punta il dito verso i suoi "ministri". Alla vigilia il papa ha denunciato il carrierismo, la burocrazia in una Chiesa che rischia di devitalizzarsi perdendo contatto con il Cristo e trasformandosi in una Ong.

Grande sorpresa

Con grande sorpresa, non vi è alcuna traccia di Medio Oriente, culla del Cristo, nelle meditazioni che accompagnano la Via crucis. È forse una dimenticanza volontaria? Quando nelle intenzioni alla fine della cerimonia, arriva il turno del continente asiatico, le parole della preghiera sono pronunciate da un filippino: "Che la minoranza cristiana in Asia resti presente come un seme fertile, anche in mezzo alle persecuzioni".

"Minoranza cristiana"? Cosa ne pensano i patriarchi orientali? Cosa ne pensa il patriarca maronita Bechara Rai, che non perde occasione per sottolineare che i cristiani orientali "non sono una minoranza" in questa parte di mondo, ma uno degli elementi più essenziali del suo tessuto culturale e sociale?

Da parte sua, Francesco considera che il centro e l'avvenire della Chiesa si sono spostai oggi in America latina, quella che l'arcivescovo di Rio definisce "il continente della speranza".

Anche alla Gmg, sul terreno, la presenza dei cristiani orientali è modesta. Le loro bandiere - libanese, siriana, irakena - sono sommerse dalla marea umana che ha invaso la bella spiaggia di Copacabana. Un migliaio di fedeli, su oltre un milione e mezzo di presenze, non ha molto effetto. Il costro alquanto elevato del viaggio in Brasile è forse una spiegazione per questa partecipazione debole? È forse la sola spiegazione? Le Chiese d'Oriente non sono piuttosto in uno stato di sonnolenza?

Quel che mi sembra certo è che l'Oriente dalla storia senza soluzioni sta stancando il mondo. La regione si è trasformata in un pantano dove, di quando in quando, qualche coccodrillo d'Occidente viene a versare le sue lacrime, prima di continuare per la sua strada.

 

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