29/07/2010, 00.00
INDONESIA
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Cristiani di Bekasi costretti a celebrare all’aperto scortati dalla polizia

di Mathias Hariyadi
La comunità Hkbp da anni viene presa di mira da estremisti islamici. Divieti di costruire luoghi di culto, chiusura dei locali adibiti alle funzioni, insulti e minacce durante le celebrazioni all’aperto. Il pastore Luspida Simanjutak: “Non smetterò di cercare giustizia e di professare la mia fede”. Ong in difesa dei diritti umani: “La polizia è incompetente e non interviene”.

Jakarta (AsiaNews) – Il 25 luglio i cristiani della Chiesa protestante Batak (Hkbp) ha celebrato la funzione domenicale sotto la protezione di centinaia di poliziotti in un campo all’aperto a Ciketing, un sobborgo di Bekasi nel West Java.

 Da anni la comunità Hkbp di Bekasi è presa di mira da estremisti islamici. I musulmani hanno fatto chiudere due volte la loro chiesa, hanno impedito loro di officiare in locali privati e hanno cominciato questo mese a disturbare con minacce e insulti le funzioni domenicali che si svolgono all’aperto. Secondo le statistiche, nei primi sei mesi del 2010 sono avvenuti 28 attacchi contro i cristiani dell’Indonesia, sette nella sola città di Bekasi.

 La signora Luspida Simanjytak, pastore a capo della comunità Hkbp, non si arrende alle continue violenze. “Non smetterò mai di cercare giustizia - dichiara ad AsiaNews - e combatterò per il più fondamentale dei diritti umani: la libertà di adorare Dio e professare la nostra fede”.

 In Indonesia, il Paese con il maggior numero di musulmani al mondo, la costituzione sancisce per tutti i cittadini il diritto a professare la propria fede. “Perché dobbiamo soffrire in questo modo?”, ha detto il pastore ad AsiaNews dopo aver spiegato che i funzionari dell’amministrazione locale non sono ancora intervenuti in loro aiuto.

 La comunità Hkbp è presente a Bekasi da più di 20 anni e conta 1500 fedeli. Gli estremisti islamici li prendono di mira, soprattutto con l’accusa di proselitismo: “Noi parliamo in Batak - spiega Simanjytak - che è la nostra lingua nativa, come facciamo a fare proselitismo se gli altri non la capiscono?”.

 Il pastore ha fatto causa alla municipalità di Bekasi presso la Corte amministrativa dello Stato di West Java, dopo che il 18 luglio scorso 500 estremisti islamici appartenenti all’Islamic People’s Forum (Fui) e all’Islamic Defender Front (Fpi) hanno circondato il campo dove si stava svolgendo la funzione domenicale.

 Per Bonar Tigor Naipospos, vice-presidente della Ong Setara Institute for Democracy and Peace, che si batte in difesa dei diritti umani, la colpa è dell’amministrazione locale: “Simili azioni violente da parte degli estremisti musulmani sono possibili a causa della incompetenza della polizia, che non interviene su questo problema cruciale”.

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