23/04/2007, 00.00
INDIA
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Cristiani e indù: è scontro sulla proprietà delle terre

di Nirmala Carvalho
Una manifestazione organizzata da estremisti indù si svolgerà oggi per chiedere alle organizzazioni cristiane di ridare le terre che attualmente controllano alla popolazione tribale. Con i proventi dei terreni i missionari curano l’educazione e le condizioni della popolazione. E' quello che, dice l’arcivescovo di Raipur, gli estremisti non vogliono.

Raipur (AsiaNews) – Una manifestazione per chiedere alle organizzazioni cristiane di restituire alla popolazione tribale le terre che sono tate da loro acquistate , è stata organizzata per oggi da gruppi di estremisti indù a Raipur capitale del Chhattisgarh.

Il segretario generale del Forum dei cristiani del Chhattisgarh (Ccf), Arun Pannalal, ha riferito ad AsiaNews che: “Secondo la formazione paramilitare di estremisti indù Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss) e il nazionalista Partito Bharatiya Janata (Bjp) parteciperanno alla manifestazione 50mila persone. I manifestanti chiedono che le organizzazioni cristiane lascino le terre che attualmente controllano alla popolazione tribale secondo la legge 170 B sulle rendite provenienti dal terreno”.

Padre Anand Muttungal, portavoce della Chiesa cattolica di Madhya Pradesh-Chhattisgarh, parlando ad AsiaNews spiega che “I cattolici hanno denunciato - come stabilisce il codice - le transazioni relative l’acquisto dei terreni. La popolazione tribale che ha venduto le proprie terre si è ritenuta soddisfatta del pagamento ricevuto”. Egli ha anche precisato che le organizzazioni cristiane no profit del distretto hanno ricevuto il terreno in donazione da cristiani tribali e quindi non rientrano nell’ambito del codice. “E’diritto fondamentale – aggiunge padre Muttungal - di ogni cristiano tribale utilizzare la terra come vuole”.

L’arcivescovo di Raipur J. Augustine Charanakunnel ha riferito ad AsiaNews: “Tutte le terre sono state denunciate dall’arcidiocesi. Le transazioni fatte da noi sono legali. I missionari tribali hanno utilizzato i guadagni provenienti da questi terreni per migliorare le condizioni della popolazione tribale del Chhattisgarh. Il Rss e i gruppi ad esso affiliati non vogliono che i missionari lavorino in queste aree. Si oppongono con forza alle nostre missioni educative per il miglioramento delle condizioni dei tribali. Queste organizzazioni di estremisti indù vogliono che i tribali rimangano analfabeti e poveri per continuare a opprimerli. Assisteremo con attenzione questo pomeriggio alla manifestazione. L’India è un Paese laico e democratico, chiunque può organizzare una manifestazione. L’intera popolazione tribale è comunque con la Chiesa cattolica. Ci sono 280 casi falsi contro la Chiesa e faremo ricorso all’Alta Corte per il cattivo uso fatto della sezione 170(b) della legge del 1980”.

Dayal ha scritto al Primo ministro dell'India Manmohan Singh per chiedergli di garantire la sicurezza dei cristiani dello Chhattisgarh. "I terreni - scrive Dayal - sono stati legalmente acquistati dai cristiani. Non sono state trasgredite in alcun modo le leggi nazionali e locali. E' una manovra contro la Chiesa e le sue opere fatta per appropriarsi di tutti quei terreni su cui sono stati costruiti ospedali e scuole per i poveri".

La popolazione cattolica del Chhattisgarh è concentrata del distretto di Jashpur. Delle 740mila persone che vivono nel distretto, i cattolici sono 185.500. Ma i cristiani rappresentano solo l’1,9% della popolazione totale dello Stato che conta 19,7 milioni di abitanti. Contro i cristiani ci sono 250 cause riguardanti le transazione dei terreni dai tribali cristiani ai tribali non cristiani.

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