02/09/2010, 00.00
COREA
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Cristiani sud-coreani: dal governo aiuti umanitari per la Corea del Nord

di Theresa Kim Hwa-young
È l’appello lanciato da un’associazione di pastori protestanti, che invitano a distribuire le eccedenze di produzione alla popolazione del Nord. La questione alimentare, aggiungono, non deve diventare un’arma nel “gioco politico” fra i due Paesi. Nei giorni scorsi i delegati di cinque religioni hanno distribuito 300 tonnellate di farina nel nord.

Seoul (AsiaNews) – Seoul deve riprendere la distribuzione di riso e aiuti umanitari alla Corea del Nord, colpita da una grave crisi alimentare. È l’invito lanciato da Justice and Peace Association of Protestant Ministers (Jpapm), associazione cristiana del Sud che, in una conferenza tenuta il 27 agosto scorso davanti alla Blue House – la dimora presidenziale – chiede all’amministrazione Lee Myung-bak di ripristinare le operazioni di aiuto a Pyongyang. Gli attivisti cristiani esortano a non dissipare le eccedenze di produzione, utilizzandole per il popolo nord-coreano nonostante i dissapori con il regime di Pyongyang.

I leader di Jpapm sottolineano che “mentre la Corea del Nord soffre per una grave crisi alimentare, la Corea del Sud ha una sovrabbondanza di riso”. Essi stigmatizzano anche la “tattica” usata dal governo sud-coreano, che, a loro giudizio, sfrutta la difficile situazione del Nord in un gioco politico che “aumenterà la rabbia e provocherà lo scontro” fra i due fronti. Fin dal suo insediamento alla presidenza del Paese, Lee ha condizionato l’invio di cibo e aiuti a Pyongyang allo smantellamento del programma nucleare. Una condizione che il regime di Kim Jong-il ha sempre rifiutato, utilizzando l’atomica come arma di ricatto in seno alla comunità internazionale.

Gli attivisti cristiani aggiungono che “il primo passo” per risolvere la tensione è aiutare i nord-coreani in questo momento di difficoltà, mediante l’invio di aiuti umanitari. Un appello raccolto dalla National Conference of Churches in Korea (Ncck), che si rivolge all’amministrazione Lee auspicando nuove spedizioni di riso e cibo. Il 31 agosto almeno 500 agricoltori dell’Associazione nazionale di categoria hanno manifestato all’esterno del municipio di Nonsan, nella provincia di South Chungcheong,chiedendo misure per alzare i prezzi del riso e avviare la spedizione di cibo al Nord.

Intanto i delegati delle cinque principali religioni – cattolici, protestanti, buddisti, ceondoisti e buddisti Won – hanno visitato la Corea del Nord il 27 agosto e hanno distribuito 300 tonnellate di farina di frumento. Gli attivisti hanno spiegato che “la denuclearizzazione della penisola coreana è importante” ma è altrettanto importante “assicurare la vita” a tutti i cittadini, prima di tutto garantendo loro il nutrimento. È il secondo invio di beni e materie prime a Pyongyang dal 24 maggio, quando il governo sud-coreano ha proibito spedizioni come rappresaglia per l’affondamento della corvetta Cheonan ad opera della marina nord-coreana.

 

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