22/01/2019, 12.25
INDONESIA
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Critiche dall’Australia alla libertà per Abu Bakar Baasyir. Indonesiani divisi

di Mathias Hariyadi

L’ideologo di Jemaah Islamiah (Ji) è la mente degli attentati di Bali. Tra le 202 vittime, 88 australiani. Canberra: “Baasyir sconti l’intera pena”. Il presidente Joko Widodo ordina una valutazione approfondita sulla decisione.

Jakarta (AsiaNews) – Il provvedimento di scarcerazione per il leader islamico radicale Abu Bakar Baasyir (foto), mente degli attentati di Bali nel 2002, divide gli indonesiani e attira critiche internazionali, in particolare dal governo australiano. Baasyir si rifiuta di riconoscere la Pancasila”, filosofia pluralista su cui si fonda lo Stato indonesiano, alla quale ogni detenuto è tenuto a giurare fedeltà. L’80enne leader spirituale di Jemaah Islamiah (Ji), gruppo armato di ispirazione islamista, non firma neanche documenti in cui si impegna a non commettere più i reati che gli sono costati il carcere.

Baasyir era stato condannato nel 2011 a 15 anni, per aver finanziato un campo d’addestramento di fondamentalisti nella provincia di Aceh. Seppur coinvolto negli attentati di Bali, il leader islamista non ha ricevuto condanne per l’azione terrorista, in cui sono morte 202 persone. Tra questi vi sono 88 cittadini australiani. Scott Morrison, primo ministro di Canberra, ha ribadito ieri l’auspicio che Baasyir sconti l’intera pena.

Il presidente Joko Widodo ha ordinato una valutazione approfondita sulla decisione di liberare Baasyir. Lo conferma oggi il gen. Wiranto, ministro indonesiano incaricato del coordinamento di Affari politici, legali e Sicurezza. L'annuncio segue la dichiarazione rilasciata quattro giorni fa da Widodo sul suo rilascio “per motivi umanitari”.

Il caso Baasyir alimenta il dibattito tra gli indonesiani, che il prossimo aprile si recheranno alle urne per eleggere il prossimo presidente. La tornata elettorale vede contrapposti il moderato Widodo, che mira al secondo mandato, e formazioni politiche che promuovono l’islam conservatore. Tra i favorevoli al rilascio vi è chi teme violente manifestazioni di protesta da parte dei sostenitori di Baasyir, qualora il religioso morisse in carcere: il clima di tensione sarebbe sfruttato anche dai rivali di Widodo per fini politici.

È opinione diffusa tra chi si oppone al provvedimento che Baasyir non meriti di essere libero per la sua avversione ad uno Stato indonesiano laico. Vi è inoltre chi vede nella sua liberazione uno “scambio” per la scarcerazione anticipata dell’ex governatore di Jakarta, il cristiano di etnia cinese Basuki “Ahok" Tjahaja Purnama: le autorità intenderebbero così placare le ire dei movimenti radicali. Ace Hasan Syadzily, responsabile per la campagna elettorale di Widodo, smentisce l’ipotesi: “Il rilascio di Baasyir si basa principalmente motivazioni umanitarie, senza espedienti politici”.

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