31 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 19/08/2009
CINA
Crolla la borsa cinese, i finanziatori si interrogano sulla solidità del sistema bancario
Shanghai ha perso oggi il 4,3%, il 20% in due settimane e analisti prevedono un ulteriore ribasso del 10%. I risparmiatori temono che il mondo bancario abbia alimentato una bolla speculativa pronta ad esplodere, con rischio di grave illiquidità dell’intero settore.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – E’ ormai una vera corsa al ribasso per la borsa cinese, con l’indice di Shanghai che ha chiuso oggi con -4,3% e ha perso il 20% in due settimane. Gravi contraccolpi per le principali borse asiatiche che, dopo una mattina tranquilla, sono andate in campo negativo quando nel pomeriggio è stata evidente la caduta di Shanghai.

Molti esperti ritengono che il calo sia conseguenza della crescente preoccupazione per la salute del mondo bancario cinese: le principali banche, di proprietà pubblica, a luglio hanno continuato a erogare una grande quantità di prestiti, con la dichiarata finalità di favorire la ripresa economica. Ma è sempre maggiore il dubbio che gran parte dei prestiti finiscano per alimentare pure speculazioni o siano di difficile recupero, con potenziali gravi perdite per le banche. Andy Xie, economista indipendente, già capo a Hong Kong della Morgan Stanley, prevede che Shanghai possa perdere nei prossimi giorni anche un altro 10%, quale conseguenza del previsto “restringimento dei finanziamenti.

Secondo Wei Jianing, vice direttore del Centro ricerca e sviluppo del Consiglio di Stato cinese, riportato dal China Business News, nei primi 5 mesi dell’anno sono stati investiti in azioni almeno 1.160mila miliardi di yuan di finanziamenti ottenuti dalle banche o altri istituti. Il dato potrebbe indicare la creazione di una vera bolla speculativa.

E’ un dato costante, per le economie in via di sviluppo che le banche concedono grandi finanziamenti con eccessiva facilità, con grande rischio di non poterli recuperare: rischio ancora maggiore in un’economia guidata dallo Stato anziché dal mercato. E’ notizia di questi giorni che la Banca Centrale di Nigeria ha pubblicato un elenco di oltre 200 clienti finanziati dalle banche che appaiono insolventi, tra cui numerosi enti e ditte pubblici, per una perdita potenziale di 2,6 miliardi di dollari. Con grave rischio di illiquidità per le banche erogatrici. (Sul problema generale si veda l’articolo di Maurizio D’Orlando, Da Dubai e Arabia saudita i segni di una nuova bufera finanziaria a settembre, AsiaNews del 1° giugno 2009).

Molti analisti invitano a un cauto ottimismo e parlano di un semplice assestamento, seppure non ritengano siano finito. Ma appare evidente che gli investitori sono anche perplessi sull’affermata ripresa dell’economia cinese e temono che i risultati positivi dichiarati dalle autorità cinesi per il secondo trimestre 2009 (una crescita del 7,9%) siano collegati soprattutto ai robusti finanziamenti decisi da Pechino per 4mila miliardi di yuan (circa 400 miliardi di euro). Anche perché non appare esserci grande ripresa nelle esportazioni, che trainano l’economia cinese.

Ora tutti attendono un intervento significativo del governo cinese a tutela degli investimenti azionari, come Pechino più volte ha fatto in periodi di difficoltà del mercato.

Il risultato negativo di Shanghai ha trascinato in basso anche le altre borse asiatiche, che hanno aperto in modo tranquillo ma sono scese nel pomeriggio. La borsa di Hong Kong è scesa dell’1,7%, quella Seoul ha perso lo 0,28%, quella di Tokyo lo 0,8%, mentre la borsa di Mumbai ha perso l’1% nelle prime ore. A Hong Kong hanno perso molte grandi banche cinesi: -1,2% per la Banca delle Comunicazioni, 5° maggiore banca; -1,9% per la China Construction Bank, seconda maggior erogatrice di finanziamenti, e -2,1% per la centrale Banca di Cina.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
30/05/2012 CINA - HONG KONG
Scendono le borse: Pechino esclude un nuovo pacchetto di stimoli all'economia
28/07/2015 CINA-HONG KONG
Le borse cinesi continuano a scendere, nonostante le assicurazioni del governo
12/10/2011 CINA
Pechino compra azioni delle “sue” banche, per sostenerle
17/08/2009 CINA
Perdite pesanti per le borse cinesi, in calo anche gli investimenti esteri
13/03/2009 ASIA
Volano le borse di Tokyo e Hong Kong, ferma Shanghai

In evidenza
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.
LIBANO
Dalle Makassed islamiche una lotta dottrinale contro l’estremismo musulmano
di Fady NounL’organismo di riferimento ufficiale dei sunniti del Libano ha approvato un documento intitolato “Dichiarazione di Beirut sulla libertà religiosa”. Ci si chiede se Dar el-Fatwa riuscirà a riprendere progressivamente il controllo dell’insegnamento religioso musulmano nelle moschee del Paese.
HONG KONG - CINA
Card. Zen: Rimuovere le croci nel Zhejiang è insultare la fede dei cattoliciIl vescovo emerito di Hong Kong valuta che la campagna di distruzione delle croci e degli edifici religiosi sia ormai una direttiva a livello nazionale e una “regressione” della politica religiosa della Cina. Cattolici e protestanti di Hong Kong: Potrebbe succedere anche da noi. Entro il primo settembre saranno distrutti altri 15 edifici sacri “illegali” nel Zhejiang.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate