13/12/2014, 00.00
UZBEKISTAN
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Dai media di Stato uzbeki una campagna contro la libertà di culto e le religioni

I giornali ufficiali continuano la campagna contro comunità e fedeli; nel mirino protestanti e testimoni di Geova. Fra le varie accuse, quella di trasformare "i bambini in zombie". Alle vittime delle calunnie non è concesso diritto di replica. In un caso gli articoli diffamatori hanno portato al licenziamento di quattro cristiani.

Tashkent (AsiaNews/F18) - I media di Stato ufficiali in Uzbekistan continuano la loro campagna contro comunità e fedeli, prendendo di mira cristiani protestanti e Testimoni di Geova. Articoli ed editoriali attaccano quanti rivendicano il diritto alla libertà religiosa, senza lasciare diritto di replica alle vittime e senza verificare notizie calunniose e diffamatorie che vengono rilanciate a piena pagina. È quanto riferisce il sito d'informazione Forum18, impegnato a documentare le violazioni alla libertà religiosa in Asia centrale, secondo cui un giudice ha persino utilizzato questi articoli privi di fondamento per condannare alcuni fedeli a una pesante multa. Fra le varie "accuse" lanciate dai giornali a chi pratica la fede, vi è quella di "trasformare i bambini in zombie" mediante lavaggio del cervello.

Attacchi da parte dei media e della stampa in Uzbekistan sono considerati una routine, se non addirittura una strategia delle autorità di Tashkent per minare la libertà religiosa o la pratica del culto da parte di singoli fedeli o intere comunità. Una strategia, spiegano gli esperti, volta al controllo della società che si lega a doppio filo alla mancata verifica delle informazioni diffuse e del diniego del diritto di replica per le vittime.

La cultura dell'impunità per funzionari e loro accoliti è aumentata dalla censura imposta dallo Stato verso ogni fonte di informazione, inclusa la confisca e il divieto di uso di testi e altro materiale che sia in qualche modo legato alla fede o alla libertà religiosa.

Le ultime vicende di cronaca relative ad attacchi della stampa alle religioni si sono verificate negli ultimi due mesi e riguardano due diverse comunità cristiane battiste, la Chiesa della Vita eterna e un gruppo di Testimoni di Geova. Forum18 riporta il caso, avvenuto il 13 novembre scorso, che ha visto protagonista il quotidiano 12news, che ha pubblicato diversi articoli diffamatori verso i cristiani protestanti e i Testimoni di Geova, che rivendicavano il diritto alla pratica del culto.

In precedenza era stato il quotidiano Oltin Vodiy ad attaccare quattro membri della comunità cristiana protestante della regione di Navoi, definendoli "anime perdute"; il quotidiano ha inoltre avanzato un parallelo fra i quattro e i protagonisti di un film, marito e moglie che decidono di convertirsi al cristianesimo dall'islam e per questo sono soggetti a ogni tipo di sventura. Fonti cristiane locale affermano inoltre che, in seguito alla pubblicazione del pezzo, con tanto di nome e indirizzo dei quattro cristiani, essi sono stati cacciati dal posto di lavoro.

L'88% delle popolazione uzbeka è di fede musulmana sunnita mentre i cristiani costituiscono l'8%. Nel Paese, la libertà confessionale è soggetta a forte limitazione da parte del governo. La legge uzbeka considera "illegale" il possesso di letteratura religiosa "solo se questa è collegata all'estremismo e incita l'odio". Ma le autorità giudiziarie spesso distruggono il materiale confiscato nelle abitazioni dopo il "parere positivo" di alcuni "esperti del settore", che di regola definiscono "estremisti" tutti i libri che parlano di religione. 

 

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