06/11/2014, 00.00
INDONESIA
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Dai vescovi indonesiani nuovi “modelli” di Chiesa per la missione e la pastorale

di Mathias Hariyadi
In corso fino all’11 novembre l’annuale incontro della Conferenza episcopale indonesiana; presenti i 37 vescovi diocesani. Particolare attenzione ai “temi sensibili e alle questioni sociali”, e all’invito alla missione di papa Francesco. Presente anche uno studioso musulmano, che esalta l’anima multiculturale del Paese.

Jakarta (AsiaNews) - Pensare a nuovi "modelli" della Chiesa indonesiana da proporre nelle rispettive diocesi, con un rinnovato impegno nella pastorale sociale e nella cura dei settori e delle fasce più deboli della popolazione: i sieropositivi delle aree remote di Papua, le donne madri e le vittime di violenze sessuali, i poveri e gli emarginati. Ruota attorno a questi temi l'incontro annuale della Conferenza episcopale (Kwi), che vede riuniti a Jakarta dal primo al 13 novembre tutti e 37 vescovi che formano l'assemblea. All'appuntamento partecipano inoltre teologi, laici, due suore e uno studioso musulmano. Di questi temi si è discusso in una fase preliminare di "studio", nel contesto di una tre giorni che ha visto coinvolti teologi e prelati. 

Interpellato da AsiaNews p. Kamilus Pantus sottolinea che "i vescovi sono sfidati a una maggiore sensibilità sui temi sensibili e le questioni sociali" di maggior importanza nella società moderna. E riferendosi alle parole di papa Francesco, che invita i sacerdoti ad abbandonare le comodità e a rendersi attivi e partecipi nelle vicende della società. 

Al seminario hanno partecipato un sacerdote gesuita (Fr. Krispurwana Cahyadi), un diocesano (p. Pantus), un frate e professore francescano (p. Eddy Kristianto), due suore - Sr. Sesilia Widiastari CB e Sr. Tasiana Eny - e un esperto di legge musulmano, Achmad Fedyani Saifudin. Quest'ultimo ha ricordato e illustrato la peculiarità dell'Indonesia, che è nata e poggia sul principio dell'unità nella diversità, come sottolineato dalla Costituzione e i Pancasila. "Una ricchezza culturale - avverte - che  non va eliminata, ma preservata a livello politico". 

Il prof. Eddy Kristianto ha invece spiegato le posizioni della Chiesa in tema di missione, partendo da Paolo VI e Giovanni Paolo II, fino alla "Evangelii Gaudium" di Francesco. Sr. Sesilia Widiastari ha invece raccontato le difficoltà e le speranze nell'opera quotidiana accanto ai malati di Hiv/Aids a Papua, mentre suor Tasiana si occupa delle vittime di violenze, le ragazze madri e altre categorie di donne a rischio. 

Partendo dunque dalla domanda "quale nuovo modello di Chiesa verrà proposto", spiega p. Pantus, i vescovi indonesiani discuteranno nel corso dell'incontro annuale, all'insegna della "creatività", di un nuovo "modello di missione" proposto dal Pontefice argentino. 

 

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