2 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 19/03/2008
INDIA - TIBET – CINA
Dalai Lama: non dimissioni, ma un passo indietro per la democrazia
Kesang Takla, ministro degli Esteri del governo tibetano in esilio in India, spiega ad AsiaNews che le parole del leader buddista sono state male interpretate. Il Dalai Lama potrebbe compiere un passo indietro e rinunciare al potere temporale, ma non a quello spirituale, in cambio di un processo democratico in Tibet.

Dharamsala (AsiaNews) – Il Dalai Lama “non intende dimettersi, ma è pronto a fare un passo indietro per la democrazia del Tibet”. Lo dice ad AsiaNews Kesang Takla, ministro degli Esteri del governo tibetano in esilio in India, che aggiunge: “I media occidentali hanno interpretato male le parole del nostro leader: quello che intendeva dire è che, se il problema è lui, è pronto a cedere il potere temporale in cambio di una reale democrazia nel Paese”.
 
Il lama Geshe Gedun Tharchin, fondatore e direttore spirituale dell'Istituto Lamrim di cultura tibetana, oltre che docente all'Istituto di Studi orientali e africani di Roma, spiega: “Il Dalai Lama non può dimettersi. Il suo ruolo di guida spirituale è insito nella sua persona, lui è nato e morirà così. Quello che intendeva dire è che potrebbe recedere dalla guida del governo in esilio, ma soltanto se la Cina acconsente ad avviare un reale processo democratico in Tibet”.
 
Il riferimento è al dialogo sino-tibetano, interrotto in maniera unilaterale da Pechino lo scorso anno. La Cina accusa il Dalai Lama di essere un pericoloso secessionista, ed ha dichiarato di “non voler avere più nulla a che fare con lui”. Il lama Geshe spiega che “in quest’ottica, il nostro leader potrebbe fare un passo indietro, ma niente di più. Inoltre, con quella frase voleva dire che lui non è un dittatore, e che la violenza dei tibetani lo ha molto colpito”.
 
Nel frattempo, non si fermano gli attacchi del regime cinese al leader tibetano. Zhang Qingli, segretario del Partito comunista tibetano, ha definito il Dalai Lama “un mostro, un lupo con la faccia umana ed il cuore di un animale”, ed ha sottolineato: “Siamo nel corso di un duro e sanguinoso scontro con la cricca del Dalai Lama, una battaglia per la vita o per la morte contro un feroce nemico”.
 
Nell’ambito di questa “feroce battaglia”, il governo locale ha ordinato l’arresto di centinaia di persone in tutto il Tibet. Secondo Pechino, 105 “rivoltosi” si sono consegnati “in maniera spontanea” alle autorità: inoltre, è stato nuovamente negato l’uso della forza contro i rivoltosi, che secondo la propaganda comunista “hanno ucciso innocenti civili”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
20/03/2008 TIBET – CINA
Pechino attacca il Papa, che riceve la gratitudine del governo tibetano in esilio
18/03/2008 TIBET – CINA
Le foto del massacro tibetano
18/03/2008 TIBET – CINA
Attivista tibetano: se è colpa nostra, Pechino inviti osservatori internazionali
di Nirmala Carvalho
15/03/2008 TIBET – CINA
Carri armati a Lhasa, Pechino lancia un ultimatum ai tibetani
14/03/2008 TIBET - CINA
Dalai Lama “preoccupato” per la violenza in Tibet, frutto della repressione cinese

In evidenza
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.
ITALIA - IRAQ
"Adotta un cristiano di Mosul", rispondere nei fatti e con la vita all'emergenza irachenaAsiaNews lancia una raccolta fondi per sostenere i fedeli nel mirino dello Stato islamico, dopo le richieste del Patriarca di Baghdad e il pressante appello di papa Francesco "a assicurare gli aiuti necessari, soprattutto quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui". Oltre 100mila persone sono state costrette a fuggire dalle loro case senza niente addosso, e ora non hanno di che vivere. Per aiutarli, bastano 5 euro al giorno: i fondi raccolti saranno inviati al Patriarcato di Baghdad, che provvederà a distribuirli secondo i bisogni di ogni famiglia.
CINA-VATICANO
Vescovo e sacerdoti di Wenzhou denunciano la campagna del governo contro le croci e le chiese del Zhejiang
di Eugenia ZhangPer mons. Vincenzo Zhu Weifang, della Chiesa ufficiale, la campagna di distruzione aumenta l'instabilità sociale. E' vera persecuzione contro la fede cristiana. Il vescovo si scusa per non essere intervenuto prima: sperava che la campagna finisse presto. Fedeli cattolici e protestanti sono rimasti feriti per difendere i loro edifici sacri. I sacerdoti di Wenzhou: la campagna è ingiusta e colpisce anche edifici in regola. Questi "atti stupidi" del governo provocano una distruzione dell'armonia sociale.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate