29 Giugno 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 29/08/2014, 00.00

    IRAQ - SIRIA

    Dalla Siria all’Iraq, nuovi orrori (e decapitazioni) delle milizie dello Stato islamico



    Durante la presa della base aerea di Raqqa gli islamisti hanno catturato e ucciso decine di soldati dell’esercito di Damasco. Nell’altura del Golan sequestrati Caschi blu: l’Onu chiede il rilascio immediato. In Iraq i jihadisti hanno decapitato un combattente curdo, minacce ai leader della regione autonoma.

    Baghdad (AsiaNews) - Non si fermano gli orrori e la violenze jihadiste in Siria e Iraq, con la diffusione di nuovi video - subito censurati - su YouTube che mostrano la decapitazione di prigionieri da parte delle milizie dello Stato islamico. In Siria i terroristi hanno ucciso decine di soldati di Damasco, catturati in seguito alla conquista della base aerea di Raqqa lo scorso fine settimana. Nel vicino Iraq altri esponenti del movimento estremista hanno decapitato un uomo di etnia curda, lanciando un avvertimento alle forze della regione autonoma che, assieme agli Stati Uniti, intendono respingere l'avanzata degli islamisti. Lo Stato islamico da tempo usa i social network e la rete per rilanciare video e immagini delle violenze, compiute anche su civili inermi o cronisti come avvenuto di recente con l'uccisione del giornalista cattolico americano James Foley. Una politica di propaganda con una doppia finalità: terrorizzare l'Occidente e reclutare nuovi combattenti in tutto il mondo, mentre il mondo musulmano reagisce con (poche) condanne formali e (troppo) silenzio

    Nei giorni scorsi le milizie dello Stato islamico hanno ucciso decine di soldati siriani, catturati nella battaglia per la conquista della base aerea di Tabqa; nelle immagini (clicca qui) si scorgono dozzine di uomini sdraiati a terra, con il volto rivolto verso il terreno, con indosso solo gli indumenti intimi e privati della loro uniforme. Poco distante, una pila di corpi ammassati l'uno sull'altro. Sull'autenticità del video, rimosso da YouTube, non è possibile avere conferme indipendenti; il numero delle vittime sarebbe attorno ai 250, anche se l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che monitora le violenze della guerra nel Paese arabo, fissa il totale a poco più di 120. 

    La presa della base aerea di Raqqa, ultima roccaforte di Damasco nell'area, e la probabile uccisione di dozzine di soldati, mostrano quanto sia radicata la presenza dello Stato islamico nel nord della Siria e diffuso il suo potere. Il video è stato girato in pieno deserto e la mancanza della più piccola traccia di sangue sulla sabbia, a detta degli esperti, mostra che il massacro è avvenuto da un'altra parte e che i corpi sono stati esposti "con una chiara finalità di propaganda".  

    Intanto a Quneitra, la più importante città del Golan siriano a ridosso della linea di demarcazione con Israele, continua la battaglia fra islamisti e forze di Damasco, seguita con attenzione dall'intelligence di Tel Aviv preoccupata per i possibili sviluppi. Nella zona i jihadisti hanno catturato 43 Caschi blu delle Nazioni Unite, originari delle Fiji, mentre altri 81 di nazionalità filippina sono bloccati in due diverse località della regione. Il Consiglio di sicurezza Onu ha chiesto il loro "rilascio immediato". 

    Le violenze islamiste non si limitano alla Siria, ma continuano con cadenza quotidiana anche nel vicino Iraq, dove gran parte del nord è da settimane nelle mani dello Stato islamico. I miliziani hanno diffuso in questi giorni un secondo video (clicca qui per vedere alcune immagini), che mostra la decapitazione di un uomo curdo catturato in precedenza. Intitolato "Messaggio nel sangue", esso mostra diversi uomini vestiti con una tuta arancione - da Guantanamo a Foley, ormai simbolo di prigionia - probabili appartenenti alle milizie Peshmerga curde; in seguito l'immagine riprende un uomo inginocchiato, nei pressi della moschea della città di Mosul. Portata a termine la decapitazione, i miliziani lanciano un monito ai leader della regione autonoma del Kurdistan: altri prigionieri saranno sgozzati, se no verrà messa la parola fine all'alleanza con gli Stati Uniti nella lotta al Califfato. 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    20/11/2014 AUSTRIA - IRAQ
    Patriarca di Baghdad ai leader musulmani: Troppi silenzi sullo Stato islamico, un nazismo in nome dell'islam
    Intervenendo a una conferenza interreligiosa promossa da un istituto saudita, Mar Sako descrive un Medio oriente “ferito”. Prioritario liberare Mosul e la piana di Ninive per consentire il rientro degli sfollati, cristiani e non, costretti a sopravvivere in condizioni drammatiche. Il silenzio dei leader musulmani alimenta le violenze jihadiste, serve una netta condanna.

    02/09/2014 IRAQ
    Non si converte all’islam: cristiano irakeno torturato e ucciso da miliziani dello Stato islamico
    Da oltre tre settimane Salem Matti Kourk era barricato in casa per sfuggire agli islamisti. Terminate le scorte, egli è uscito in cerca di cibo ed è stato fermato, picchiato a morte e abbandonato in strada. Per il Patriarcato caldeo è "un altro martire, vittima della follia estremista". Nella capitale un’autobomba uccide un giovane studente della comunità siro-cattolica.

    12/06/2017 13:17:00 IRAQ - SIRIA
    Patriarcato caldeo: dopo il genocidio dell’Isis, dialogo, giustizia e unità per ricostruire l’Iraq

    A tre anni dalla presa di Mosul il patriarca Sako ha visitato la zona liberata da esercito e Peshmerga. L’opera di ricostruzione sia anche “opportunità di lavoro” e occasione per garantire “pace, sicurezza e stabilità”. Secondo una recente inchiesta l’80% dei cristiani ha abbandonato Siria e Iraq dal 2011.



    13/04/2015 IRAQ
    Baghdad, il Patriarca caldeo incontra il premier: Lavoriamo per la riconciliazione
    Il Primo ministro al-Abadi ha ricevuto Mar Sako nella sede del governo, manifestando “apprezzamento” per il ruolo dei cristiani e invitando la minoranza a restare nonostante le “difficoltà”. Il Patriarca sprona l’esecutivo a lavorare per ricostruire la fiducia. E aggiunge: "Il Papa in Iraq, fonte di rinnovata speranza". In un video la distruzione di Nirmud da parte dello Stato islamico.

    19/06/2017 09:53:00 SIRIA - VATICANO
    Card. Zenari: in Siria segni di “miglioramento”, ma i cristiani continuano a soffrire

    Ad Aleppo fino a due terzi della popolazione cristiana ha abbandonato la città, circa la metà nel resto del Paese. Serve garantire un lavoro a chi è rimasto e l’istruzione ai giovani. E un “sostegno spirituale” per continuare la missione di “testimoni di Cristo” in una terra a maggioranza musulmana. La prossima settimana l’incontro con il papa.

     





    In evidenza

    VATICANO-CINA
    ‘Grave preoccupazione’ della Santa Sede per mons. Shao Zhumin, sequestrato dalla polizia da oltre un mese

    Bernardo Cervellera

    Il vescovo di Wenzhou (Zhejiang) sarebbe sottoposto a lavaggio di cervello per farlo aderire all’Associazione patriottica. Mons. Shao appartiene alla comunità sotterranea. È la prima volta in tre anni - da quando sono ripresi di dialoghi Cina-Santa Sede - che la Sala Stampa si esprime su un vescovo arrestato. Il dolore dei fedeli per il troppo silenzio. Per mons. Shao aveva parlato anche l’ambasciatore tedesco a Pechino, Michael Clauss. L’invito a pregare per mons. Shao e per “il cammino della Chiesa in Cina”.


    VATICANO
    Papa: le Chiese d’Oriente, vivaci malgrado persecuzioni e terrorismo



    Ricevendo i partecipanti all’assemblea della “Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali” Francesco raccomanda la formazione del clero. “Non dimentichiamo che in Oriente anche ai giorni nostri, i cristiani – non importa se cattolici, ortodossi o protestanti – versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®