18/12/2020, 09.02
INDIA
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Delhi, Corte suprema: rinviare la riforma contestata dagli agricoltori

I giudici costituzionali si sono offerti di mediare tra il governo e i dimostranti. I contadini rifiutano le modifiche proposte dalle autorità e chiedono l’abrogazione del provvedimento: vogliono che sia mantenuto un prezzo minimo garantito. Il sindacato presenta un’istanza di annullamento in tribunale.

Delhi (AsiaNews/Agenzie) – La Corte suprema invita il governo a rinviare l’applicazione della controversa riforma agraria che ha scatenato le proteste di decine di migliaia di contadini accampate da settimane alle porte della capitale. Il suggerimento è arrivato ieri da SA Bobde, presidente del massimo organismo giudiziario del Paese, il quale sostiene che un rinvio potrebbe aiutare autorità e dimostranti a riaprire il dialogo, interrotto dopo cinque round di negoziati. I giudici costituzionali si sono offerti anche di costituire un comitato di mediazione per uscire dall’impasse.

Gli accampamenti creati dai manifestanti hanno bloccato diverse arterie autostradali alla periferia di Delhi, provocando grandi problemi alla circolazione urbana e al tessuto industriale dell’area.

Approvata in settembre, la legislazione liberalizza il mercato agricolo: gli agricoltori indiani possono vendere ora a chiunque a qualsiasi prezzo, invece di essere obbligati a cedere i raccolti a depositi statali a un prezzo fisso. I coltivatori – soprattutto quelli con piccoli appezzamenti – vogliono che la riforma sia smantellata e che sia ripristinato il precedente sistema “controllato”. Secondo la India Brand Equity Foundation, il 58% della popolazione indiana dipende dal lavoro nei campi: l’85% sono piccoli agricoltori, che possiedono al massimo cinque acri di terreno.

I leader dei contadini hanno respinto finora la proposta del governo per modificare alcune parti della riforma. Essi vogliono la completa abrogazione del provvedimento e che sia garantito un prezzo minimo per i loro prodotti. Il timore degli agricoltori è che con le nuove regole i grandi gruppi monopolizzino il mercato imponendo prezzi più concorrenziali.

La scorsa settimana, l’Unione degli agricoltori indiani ha presentato un’istanza di annullamento alla Corte suprema. L’organizzazione sindacale sostiene che la riforma è arbitraria, dato che le autorità l’hanno approvata senza consultare gli operatori del settore. 

Il premier Narendra Modi difende l’iniziativa, affermando che porterà grandi vantaggi a decine di milioni di coltivatori, perché essa promuove una maggiore circolazione dei prodotti agricoli da uno Stato all'altro e al loro interno. I sostenitori del governo osservano che la normativa non smantella il sistema d’acquisto di riso e granaglie da parte delle agenzie pubbliche, e non elimina il prezzo minimo garantito dei prodotti agricoli.

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