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» 17/11/2004
CINA
Demolizioni forzate: nessuna protezione alla proprietà privata

Famiglie intere sono trascinate fuori dalle loro abitazioni. Negli scontri una donna è stata colpita con un mattone da un poliziotto.



Pechino (AsiaNews/Afp) – Una donna è stata ferita dalla polizia in un'operazione di sgombero forzato nella zona est di Pechino. Oltre 100 poliziotti hanno circondato 3 caseggiati nel quartiere Nanyingfang, distretto di Chaoyang, prelevando con la forza i proprietari che non volevano abbandonare le loro case. Le autorità hanno imposto il silenzio stampa, obbligando i giornalisti ad abbandonare la zona senza scattare foto.

La donna di mezza età ferita e insanguinata è stata trascinata fuori da un'abitazione e portata all'ospedale. I vicini affermano che è stata picchiata con un mattone da una delle guardie che aiutavano la polizia durante il tafferuglio. Famiglie intere sono state trascinate fuori dell'abitazione di loro proprietà e caricati su alcune camionette. Le forze dell'ordine hanno usato gli idranti per disperdere una folla di spettatori le cui case verranno demolite nel corso della settimana.

In preparazione alle Olimpiadi del 2008, molte zone centrali di Pechino vengono demolite. Al loro posto nascono cantieri di costruzione per alberghi, centri di benessere, villette, palazzi residenziali. In tutti questi anni molte demolizioni sono avvenute con la violenza. Nel marzo scorso, la costituzione è stata emendata per tutelare la proprietà privata. Il governo ha anche emesso direttive per evitare "caotiche" e irragionevoli espropriazioni. I regolamenti prevedono che i padroni di casa possano contrattare con le ditte demolitrici un risarcimento adeguato, prima di lasciare le abitazioni. Tutto questo non sta avvenendo nel caso di Nanyingfang. Nel quartiere vivono circa 1000 famiglie. Le loro case erano usate come camerate per i soldati del periodo Qing (1644-1911), a guardia della porta di Chaoyangmen. A differenza di altri casi di demolizione, i residenti di Nanyingfang sono proprietari di quelle case, comprate dopo la caduta dell'impero.

"Non siamo contro le demolizioni – afferma una donna – ma chiediamo un giusto compenso per il nostro terreno". Il governo ha offerto ai residenti dai 4 mila ai 6 mila yuan (da 370 a 550 euro) per metro quadro come rimborso: essi lo giudicano inadeguato e al di sotto del prezzo corrente di mercato. La donna prosegue: "con i soldi che il governo ci dà non possiamo comprare nemmeno una casetta alla periferia di Pechino; di conseguenza i nostri figli non potranno andare a scuola in città". Le autorità di Pechino si sono negate ad ogni chiarimento.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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