21/09/2021, 10.31
BANGLADESH
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Dhaka, blitz contro le truffe e-commerce dopo le denunce dei consumatori

di Sumon Corraya

Le forze dell'ordine hanno fatto crollare "il castello di carta del web". Migliaia le persone che non avevano ricevuto i prodotti acquistati. Un rivenditore: "Era il mio lavoro, ora ho perso tutto".

Dhaka (AsiaNews) - Nell’ultimo anno e mezzo segnato dalla pandemia, il commercio online e le transazioni su internet sono aumentate considerevolmente. Un business in rapida espansione che fattura miliardi di dollari all’anno e che offre posti di lavoro a milioni di dipendenti. Anche in Bangladesh l’opportunità di arricchirsi con l’e-commerce ha ingolosito molti investitori che hanno dato fiducia a piattaforme come Evaly, Dhamaka Shopping, e-orange e Alesha Mart.

Nei giorni scorsi, un blitz delle forze dell’ordine bengalesi ha fatto crollare quello che la stampa locale ha definito come “il castello di carta del web”. Dal 10 settembre, il Rapid Action Battalion (RAB) ha inanellato una serie di arresti e di custodie cautelari ai danni di amministratori delegati e proprietari di aziende e-commerce tra cui spicca quella del presidente e fondatore di Evaly, Mohammad Rassel e della moglie Shamima Nasrin. I due sono stati accusati di frode da una serie di acquirenti, commercianti online e debitori - a detta loro - truffati dagli amministratori del sito. I media locali hanno riferito che più di 5mila denunce sono state presentate contro Evaly presso la Direzione nazionale per la protezione dei diritti dei consumatori. La maggior parte di queste denunce sarebbero state presentate dai clienti per non aver ricevuto i prodotti nonostante il pagamento anticipato.

Mohammad Salauddin è un rivenditore di Dhaka che ha investito 2 milioni di taka (oltre 20mila euro) in cinque aziende di e-commerce. Comprava dai grossisti online a metà prezzo e rivendeva lo stesso prodotto al doppio. Non ha mai ricevuto i prodotti ordinati e già due proprietari delle società in cui ha investito sono stati arrestati dalle forze dell'ordine bengalesi. “Ora - ha raccontato -  sono completamente indigente. Da due mesi non riesco a dormire la notte pensando a che ne sarà di me e della mia famiglia ora che non abbiamo un soldo”.

Secondo un rapporto dei media locali, 26 società e-commerce hanno fatto sparire in pochi mesi 2.100 milioni di taka (21 milioni di euro) ai danni di clienti e rivenditori. Enormi gli sconti proposti da Evaly e dalle altre piattaforme che proponeva i propri prodotti a prezzi concorrenziali, salvo poi rivelarsi delle truffe. “Non avrò più fiducia nel commercio online - prosegue Mohammad -. All’inizio della mia attività su internet guadagnavo bene e potevo mantenere me e la mia famiglia. Ora ho perso tutto”.

Come Mohammad Salauddin, altri fruitori di queste piattaforme stanno attendendo gli sviluppo della vicenda. Con il congelamento dei beni dei proprietari, il rischio è quello di veder sfumare tutti gli investimenti e gli acquisti fatti nei mesi passati.

“Un'azione severa sarà presa contro le imprese di commercio elettronico come Evaly e e-orange e altre società di commercio elettronico”, ha detto A.K.M. Hauddin, commissario aggiunto di Dhaka. Intanto, diverse banche locali hanno sospeso le transazioni con Evaly.

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