Dhaka (AsiaNews) – A novembre il Bangladesh ha registrato il più elevato afflusso di capitali dall’estero di sempre, frutto del lavoro degli emigrati che attraverso i circuiti internazionali inviano i guadagni in patria. Atiur Rahman, governatore della Banca centrale, conferma che il volume di denaro delle rimesse è di poco superiore al miliardo di dollari Usa.
Secondo dati forniti dal governatore, il nuovo record registrato il mese scorso supera il già brillante traguardo raggiunto ad agosto, quando i capitali in entrata ammontarono a circa 937 milioni di dollari. Nei primi quattro mesi dell’anno fiscale, i lavoratori emigrati del Bangladesh hanno inviato denaro per 3,6 miliardi di dollari. Una somma che brucia il primato stabilito nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita pari al 21%.
Nel biennio fiscale 2007/08 i capitali in entrata hanno toccato quota 7,9 miliardi di dollari; nel 2008/09 il valore è cresciuto a 9,7 miliardi. Per il biennio 2009/10, stando alle previsioni, si dovrebbe registrare un ulteriore aumento.
Facilitazioni governative e agevolazioni fiscali hanno consentito agli emigrati di inviare denaro in patria, alimentando la crescita interna sulla quale gravavano le previsioni negative della Banca asiatica per lo sviluppo e del Fondo monetario internazionale.
Sono oltre 6,5 milioni i bangladeshi emigrati in tutto il mondo pr lavoro e ricoprono un ruolo essenziale nell’economia nazionale. Tuttavia, il loro contributo alla crescita nasconde una realtà drammatica. Essi, infatti, in molti casi sono vittime di abusi, violenze, sfruttamento e torture. Stime ufficiali riferiscono che negli ultimi cinque anni sono morti almeno 8 mila lavoratori migranti, con una crescita costante di anno in anno: 788 nel 2004; 1248 nel 2005; 1402 nel 2006; 1673 nel 2007; 2237 nel 2008.