Dhaka (AsiaNews) - Il governo del Bangladesh mette al bando i mendicanti. Con una legge approvata a voto palese, il parlamento ha deciso che chiunque chieda la carità in pubblico o mostri menomazioni e mutilazioni per ottenere soldi sconterà una pena di tre mesi di reclusione.
La legge, proposta dal ministro degli Interni, Sahara Khatun, riguarderà le grandi città del Paese e giunge dopo che il parlamento ha incluso nella categoria di metropoli anche Sylhet e Barisal. Insieme a queste due città e alla capitale Dhaka, la nuova legge anti-mendicanti entrerà in vigore entro un mese anche a Chittagong e Rajshahi.
Diverse associazioni umanitarie accusano l’esecutivo del premier Sheikh Hasina Wazed di compiere una “sfacciata violazione” dei diritti umani. Secondo le stime delle Nazioni Unite circa il 40% degli oltre 150 milioni di abitanti vivono al di sotto della soglia di povertà. Nella sola capitale il numero dei mendicanti è stimato tra le 27mila e le 100mila persone.
Il governo respinge le accuse affermando che la legge sradicherà il fenomeno dei mendicanti nell’arco di cinque anni e assicurerà maggiore sicurezza per i cittadini. Resta tuttavia da chiarire come le autorità intendano garantire la reale messa in atto della nuova direttiva.