14/03/2006, 00.00
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Dichiarazioni di ottimismo alla ripresa del dialogo inter-libanese

di Youssef Hourani

Si spera in una soluzione sull'appartenenza delle Fattorie di Chebaa; sul tavolo i rapporti diplomatici con la Siria, mentre continuano le polemiche sul disarmo di Hezbollah e sull'autocandidatura di Aoun alla presidenza della Repubblica. Il patriarca Sfeir insiste per una legge elettorale equa.

Beirut (AsiaNews) – Dichiarazioni di ottimismo accompagnano, oggi, la ripresa del dialogo inter-libanese che, sul piano internazionale, ora ha al centro le questioni dei rapporti diplomatici con la Siria e l'appartenenza, se siriana o libanese, delle Fattoria di Chebaa, occupate da Israele, mentre su quello interno si discute soprattutto della nuova legge elettorale, per la quale continua a spendersi il patriarca maronita Nasrallah Sfeir, e del disarmo delle milizie, chiesto dalla risoluzione 1559 delle Nazioni Unite. Sullo sfondo resta il problema della scelta di un nuovo presidente della Repubblica, con l'autocandidatura del generale Michel Aoun, alla quale si oppone la coalizione antisiriana vincitrice delle elezioni politiche. Il tutto a due giorni dalla presentazione del nuovo rapporto della Commissione dell'Onu che indaga sull'assassinio dell'ex premier Rafic Hariri.

Il presidente della Camera dei deputati libanesi,  Nabih Berri, alla ripresa, ieri, lunedì 13, della seconda fase del dialogo inter-libanese, svoltosi sotto la sua presidenza e con la partecipazione dei capi gruppi parlamentari, ha evidenziato ottimismo, con la promessa di dire "cose costruttive" oggi.

Ampia soddisfazione è stata espressa ieri da tutti i partecipanti al dialogo, ripreso dopo quattro giorni di sosta forzata, dovuta alle dichiarazioni rese del leader druso, Walid Joumblatt, negli Stati Uniti, dopo i suoi incontri con i responsabili americani, che hanno evidenziato un peggioramento dei suoi rapporti con Hezbollah, in quanto ha negato al Partito di Dio il merito della liberazione del Sud-Libano, mentre ha sostenuto la necessita di applicare la risoluzione 1559 dell'ONU, che chiede il disarmo delle milizie e il ritorno dei profughi palestinesi nei loro campi. Affermazioni che hanno suscitato reazioni polemiche da parte del segretario generale del Partito di Dio, cheikh Hassan Nassrallah, che ha minacciato di ritirarsi dalle riunioni del dialogo inter-libanese, "se Joumblatt non ritira le sue diffamazioni contro la resistenza".

Ieri, i partecipanti al dialogo hanno discusso a lungo delle Fattorie di Chebaa, considerate dal Partito di Dio e dal generale Michel Aoun territorio libanese occupato da Israele, da liberare. Un fatto negato da Joumblatt e dai suoi alleati politici, che insistono sull'appartenenza delle Fattorie alla Siria. Discusso anche il tema dei rapporti tra il Libano e la Siria, che andrebbero regolarizzati con i rapporti diplomatici a pieno titolo, come tra due Paesi limitrofi.

Il deputato Saad Hariri, ha indicato la possibilità di poter arrivare oggi ad un accordo sulle Fattorie e su alcuni temi importanti.

Il generale Michel Aoun, all'uscita della riunione di ieri, ha espresso il suo desiderio di poter arrivare ad un accordo inter-libanese, malgrado l'atteggiamento di alcuni partecipanti al dialogo ed ha manifestato il suo appoggio all'opinione di un gran numero di libanesi che sostengono l'appartenenza al Libano delle Fattorie di Chebaa. Il deputato Nabil Ncoula El Hachem, membro del gruppo parlamentare del generale Aoun, parlando con AsiaNews al termine della riunione di ieri, si e mostrato pessimista, a causa della "campagna polemica lanciata dalla televisione Il futuro, diretta da Saad El Hariri, che continua ad attaccare le posizioni del generale Aoun, rifiutandolo come presidente della Repubblica".  "Noi – ha aggiunto El Hachem - non possiamo capire lo scopo di quelli che vogliono regalare le Fattorie di Chebaa alla Siria, malgrado la storia e le carte geografiche mostrino la loro identità libanese".

Il Patriarca maronita, il cardinale Nassrallah Sfeir, intanto, è tornato ad esprimere "il desiderio di poter arrivare ad una legge elettorale più rappresentativa e più giusta", al termine della visita a Bkerke, ieri pomeriggio, del presidente della Commissione incaricata di preparare una nuova legge elettorale, l'ex-ministro degli Esteri, Fouad Boutros. Boutros si propone di trovare una soluzione della crisi creata dalle dimissioni dei due rappresentanti della Chiesa Maronita, che rifiutano il progetto di legge avanzato dalla Commissione, considerato "nocivo e peggiore della legge del 2000, del defunto ministro dell'interno siriano, Ghazi Kanan", suicidatosi mesi fa. L'ex ministro Boutros ha promesso al patriarca Sfeir una revisione del progetto ed ha insistito sull'importanza della collaborazione fra tutti i componenti del tessuto sociale libanese, in modo di disegnare una legge elettorale moderna e più rappresentativa. Il presidente della Commissione ha espresso infine l'auspicio che i due esperti maroniti ritirino le loro dimissioni.

 

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