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    » 26/02/2005, 00.00

    PAKISTAN

    Digiuno e solidarietà, la Quaresima in Pakistan



    Per differenziarsi dai musulmani, i cristiani iniziano il digiuno dal tramonto. Le diocesi invitano a donare aiuti alle vittime dello tsunami.

    Lahore (AsiaNews) –  Digiuno e solidarietà per le vittime dello tsunami caratterizzano la Quaresima dei cristiani in Pakistan. La pratica del digiuno per i cristiani di questo Paese sarà diversa dal resto del mondo: per differenziarsi dalla maggioranza musulmana i cristiani praticheranno il digiuno del venerdì nelle 24 ore comprese tra due tramonti e non dall'alba come tradizione.

    P. Francis Nadeem, cappuccino dell'Ordine dei frati minori (OFM) e segretario esecutivo della Commissione nazionale per l'ecumenismo ed il dialogo interreligioso, ha sottolineato che il gesto del digiuno quaresimale ha significato se accompagnato dalla preghiera e dalla carità. "Mi aspetto – ha detto – che molti fedeli facciano solidarietà a favore delle vittime dello tsunami".

    La Commissione quaresimale ha invitato a risparmiare almeno 1 rupia al giorno. Il 50% della cifra raccolta verrà usata per i malati ed i bisognosi delle singole parrocchie; l'altro 50% verrà depositato presso il procuratore dell'arcidiocesi e servirà per promuovere corsi di utilità comune a uomini e donne della comunità.

    I cristiani pakistani si sono già dimostrati sensibili a questo invito alla solidarietà anche prima del maremoto, che il 26 dicembre scorso ha sconvolto il sudest asiatico. P. Nasir Gulfam, OFM Cap, coordinatore diocesano per il Comitato quaresimale, ha ricordato che nel 2004 le 120 mila rupie (circa 1600 dollari Usa) raccolte dalla comunità cristiana hanno permesso a circa 20 orfani di studiare.

    Anche p. Inayat Bernard, parroco di una chiesa nell'arcidiocesi di Lahore, ha sottolineato "l'importanza di non seguire solo il rituale, ma condividerne il significato del digiuno con i poveri ed i bisognosi".

    In Pakistan la tradizione quaresimale è stata introdotta dai missionari, nella seconda metà del XIX secolo. Nel paese su una popolazione di oltre 143 milioni di abitanti il 96% è musulmano, i crisatini sono il 2,5%.
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