18/02/2015, 00.00
BANGLADESH
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Dino e Rotna, un futuro per le bambine delle baraccopoli di Dhaka

di Nozrul Islam
L'opera di una coppia cattolica, testimonianza di fede e missione nel Bangladesh a maggioranza islamica. Dentro uno slum della capitale hanno aperto una scuola di cucito, che ogni anno insegna a oltre 40 ragazze; un centro di produzione, che dà lavoro a una decina di donne; una scuola di alfabetizzazione, con 120 studentesse. Di recente hanno fondato anche un orfanotrofio che accoglie 25 bambine.

Dhaka (AsiaNews) - Nurjahan ha 13 anni quando viene data in sposa dai suoi genitori. Dopo tre mesi di matrimonio il marito la lascia, incinta di due mesi. La famiglia non vuole più riprendersela. È il 2002 e siamo a Dhaka, in una delle baraccopoli (slum) della capitale del Bangladesh. Nurjahan bussa alla porta di Dino e Rotna, coppia cattolica che vive lì vicino, per chiedere aiuto e ospitalità. I due la accolgono in casa: inizia così l'opera missionaria di questi laici, dedicata alle bambine e alle ragazze povere della città. Oggi ha il nome di Friends For The Poor e comprende una scuola di cucito, un centro di produzione, una scuola di alfabetizzazione e un orfanotrofio.

Dino in bengalese significa "poveretto": viene da una famiglia molto povera di Khulna, che alla sua nascita si trova in condizioni di particolare indigenza. Da ragazzo patisce la fame, fino a quando non entra nel seminario di una congregazione religiosa. Terminati gli studi superiori si sposa con Rotna, anche lei di Khulna. Si trasferiscono a Dhaka, dove trovano lavoro come insegnanti.

"L'esperienza della fame - racconta Dino - mi è rimasta nel profondo. Il fatto che ieri e oggi non hai mangiato, lo stomaco che protesta e la debolezza sono brutti, ma nulla in confronto all'angoscia sul futuro, al non sapere se e quando mangerai". È questa sensibilità che spinge l'uomo a interessarsi dei poverissimi che vivono nella baraccopoli, soprattutto le bambine, che in una società molto povera come quella bangladeshi sono anche le più vulnerabili.

La nascita di una femmina è considerata un peso per i genitori, che non vedono alcun vantaggio economico nel mandare una figlia a scuola. La maggior parte resta analfabeta e viene data in sposa appena raggiunta la pubertà, incapace di iniziare una vita "adulta" e di vivere una maternità consapevole. Il marito, come accade nel caso di Nurjahan, può rivelarsi una persona inaffidabile che abbandona la giovane moglie per motivi futili.

Nell'aiutare questa prima ragazza, Dino e Rotna decidono di insegnarle a cucire e a ricamare: insegnarle un mestiere le permetterà di rendersi indipendente e allevare così suo figlio, anche da sola. Dopo Nurjahan arrivano altre ragazze, a cui la coppia riserva lo stesso trattamento. Dino inizia a sfruttare le sue conoscenze - soprattutto missionari, suore e stranieri - per cercare mercato per vendere le creazioni delle ragazze (tovaglie, biancheria ecc.) e finanziare il mantenimento delle giovani. Nel cuore della baraccopoli, nasce il centro di cucito e ricamo.

L'iniziativa ha successo, Dino e Rotna aprono altre due strutture a Rajshahi e Dinajpur, ma i lavori delle ragazze trovano mercato solo all'estero. Su suggerimento della moglie di un industriale italiano a Dhaka, per stabilizzare le entrate il centro si focalizza sul taglio e cucito e sulla confezione di abiti, un prodotto più commerciabile a livello locale. I nuovi centri vengono chiusi, per difficoltà di gestione e la coppia consolida quello di Dhaka.

In questi anni, la struttura cambierà sede più volte - per mancanza di acqua, per problemi di allagamento, per colpa di un padrone che chiede un affitto troppo alto - restando però sempre all'interno della baraccopoli e diventando parte integrante della vita della gente.

In parallelo, Dino e Rotna aprono una scuola di alfabetizzazione. Prendono un locale più grande e le prime studentesse sono le ragazze del centro di cucito, a cui insegnano a leggere e scrivere. Dato il gran numero di bambine povere e affamate che vagano per lo slum, decidono di estendere l'insegnamento alle più piccole. All'inizio, per spingerle a frequentare la scuola, donano a ciascuna 10 kg di riso al mese. Tuttavia, quando realizzano che in molti casi il cibo viene rivenduto dai genitori per farci qualche soldo, la coppia cambia strategia: tutti i giorni offrono alle bambine un pasto caldo lì in sede.

Grazie alla sua rete di contatti, Dino trova ogni sorta di aiuto per le piccole studentesse: non solo soldi, ma anche materiale didattico, spesso in inglese. Due insegnanti dell'American School della capitale vengono a fare qualche lezione, con il risultato che queste bambine sanno l'inglese meglio di tanti coetanei che frequentano le scuole regolari.

Oggi il centro nella baraccopoli di Dhaka è suddiviso in scuola di taglio e cucito, centro di produzione e la scuola di alfabetizzazione. Le studentesse dei corsi di taglio e cucito sono 10 per turno; ogni corso dura tre mesi. L'ambiente è molto familiare e risponde alle esigenze delle ragazze: quasi tutte sono già madri ed è molto comune vederle imparare con al fianco i propri figlioletti (vedi foto). Una volta appreso il mestiere, in genere vanno a lavorare in negozietti dove si fanno piccole riparazioni sartoriali, o si comprano una macchina da cucire e si mettono in proprio.

Il centro di produzione ha una decina di lavoratrici, la maggior parte delle quali sono le prime giovani salvate da Dino e Rotna. Proprio con la promessa di dare loro un lavoro e di non rappresentare più un peso, hanno convinto le famiglie a farle studiare. La scuola di alfabetizzazione conta invece 120 bambine, divise in tre turni al giorno.

L'apertura dell'orfanotrofio femminile è un'espansione recente della Friends For The Poor. Situato alle porte di Dhaka, conta 25 ospiti che frequentano scuole della zona. Dino e Rotna ora vivono qui, insieme alle tre figlie nate in questi anni. Per seguire tutte le attività e mantenere i contatti Dino ha lasciato l'insegnamento, grazie al contributo di un donatore che gli garantisce uno stipendio mensile pari a quello che prendeva prima, a patto che continui la sua opera con le bambine di Dhaka.

La maggior parte delle bambine e delle ragazze sono musulmane, ma ci sono anche indù, tribali e cristiane. Pur vivendo la loro fede in modo prudente, essendo in un Paese a maggioranza islamica, Dino e Rotna non hanno mai nascosto la loro religione e tutti sanno che sono cattolici. 

 

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