18/12/2006, 00.00
INDIA
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Diritti delle minoranze, premio 2006 a p. Cedric Prakash

di Nirmala Carvalho
Il gesuita, direttore del Centro Prashant eche talvolta ha collaborato con AsiaNews, ha ricevuto il riconoscimento per il suo lavoro a favore dei diritti umani nel Paese, in particolar modo nel Gujarat.

Delhi (AsiaNews) – La Commissione indiana per le minoranze ha assegnato oggi il Premio per i diritti delle minoranze 2006 al gesuita Cedric Prakash, direttore del Centro Prashant e a volte collaboratore di AsiaNews, per il suo lavoro a favore dei diritti umani nel Paese.

Il sacerdote, che quest’anno ha ricevuto anche la Legion d’Onore francese per il suo impegno a favore delle vittime del massacro del Gujarat del 2002, dice ad AsiaNews: “Accetto questo premio con umiltà, e lo considero soprattutto un riconoscimento del problema dei diritti delle minoranze e delle violazioni che subiscono in India”. Gli sforzi del governo del Gujarat “per dare fastidio alle minoranze, e l’introduzione di una draconiana legge sulla libertà religiosa, sono ragioni sufficienti per convincere ogni indiano dell’importanza di lottare per i diritti umani, di tutti”.

Il p. Prakash dedica questo premio “ad Aminaben Rasool, madre musulmana che ha visto il figlio trucidato nel corso del massacro del 2002 e che ancora oggi non è riuscita a ritrovarne il corpo. Ogni richiesta di giustizia per lei presentata all’Ufficio di polizia del Gujarat è stata rifiutata”.

Il Segretario generale della conferenza episcopale indiana, mons. Stanislaus Fernandes sj, dice ad AsiaNews: “Sono molto contento che un confratello gesuita, che ha combattuto per anni contro le discriminazioni, abbia ricevuto questo premio. In un certo senso, questa vittoria premia anche la Chiesa ed il suo impegno nel campo della giustizia e della pace”.

Il presule, arcivescovo di Gandhimagar nel Gujarat, spiega che “la Chiesa dello Stato combatte con costanza contro le violazioni dei diritti delle minoranze. Ogni società, se vuole essere ordinata e produttiva, deve rispettare i diritti in special modo di chi ne vive ai margini”.

Questi, infatti, sono “universali ed inviolabili e non possono in alcun modo essere venduti o barattati: sono essenziali per la dignità dell’uomo e per uno sviluppo di individui e società. Ogni volta che questi diritti vengono calpestati, viene ferità l’umanità intera”.

Si unisce al coro delle congratulazioni anche John Dayal, attivista per i diritti umani e presidente dell’All India Catholic Union, che ad AsiaNews racconta: “Conosco il p. Prakash da circa 15 anni. Per il suo lavoro ha subito minacce e violenze: non solo non si è arreso, ma ha convinto la Chiesa del Gujarat ad affrontare con coraggio i tempi difficili”.

Secondo Dayal, infatti, “è grazie al suo esempio che i conventi hanno aperto le porte alle donne musulmane che fuggivano dalla furia dei nazionalisti e la popolazione ha espresso il suo sdegno davanti a quel massacro. Ha aperto gli occhi di una Chiesa che, altrimenti, si sarebbe rifugiata nella neutralità”.

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