11/02/2005, 00.00
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Diritti umani in Pakistan: miseria e violenze contro bambini e donne

di Qaiser Felix

Islamabad (AsiaNews) - La maggiore organizzazione non governativa indipendente, la Commissione per i diritti umani del Pakistan (HRCP), ha pubblicato un resoconto di 320 pagine intitolato "Stato dei diritti umani 2004".

Il rapporto traccia un quadro drammatico sulla situazione dei diritti umani nel paese. I 6 capitoli che compongono il resoconto pubblicato dall'HRCP, prestano particolare attenzione all'aumento della violenza settaria e dell'intolleranza religiosa nei confronti delle minoranze, alla consistente crescita di casi di violenza contro le donne e alla mancanza di una legislazione adeguata. Secondo il rapporto, nel 2004 le violazioni ai diritti umani sono cresciute rispetto agli anni precedenti.

In particolare, l'indagine mostra una crescita delle violazioni dei diritti umani nei confronti di donne e bambini.  La difficile situazione economica e sociale insieme alla crescita degli abusi fisici e sessuali rappresentano la maggiore minaccia per i bambini pakistani. L'assenza di una politica governativa aggrava una situazione già critica: molti bambini sono malnutriti, privi di educazione e di accesso ad acqua potabile e cure mediche. I dati dicono che solo a Karachi vivono circa 10.000 bambini di strada.  Il livello medio di istruzione è in costante deterioramento e le strutture educative sono inaccessibili per le fasce più povere della popolazione. Il Pakistan è attualmente agli ultimi posti della classifica mondiale sul fronte dell'istruzione; gli esperti affermano che negli ultimi anni circa 5,8 milioni di bambini non hanno frequentato nessun programma scolastico.

Anche la situazione sanitaria rimane grave: nel paese si registrano ancora casi di poliomielite e gran parte della popolazione soffre di malnutrizione. Più del 35% della popolazione pakistana vive sotto la soglia di povertà; più di 1.000 persone si sono suicidate a causa della povertà e della disoccupazione. Secondo le statistiche riportate dalla HRCP nel paese ci sarebbero circa 4,5 milioni di tossicodipendenti.

Sul fronte delle violenze contro le donne, citando fonti ufficiali, il Rapporto 2004 afferma che  vi sono stati circa 1.000 omicidi d'onore, 10.000 stupri, migliaia di casi di violenze domestiche, fra cui 42 casi di utilizzo di acido contro le donne e 19 casi di frustate. L'HRCP sottolinea che nonostante le critiche alle leggi contro la discriminazione delle donne, le leggi sull'Hudood, Qisas e Diyat non sono state abrogate o emendate dal governo. Molte donne hanno subito violenze sul lavoro e gli esperti sostengono che la legislazione esistente è del tutto insufficiente nel tutelare gli abusi sessuali e la discriminazione sul luogo di lavoro. Secondo alcune statistiche ufficiali il 78% delle donne lavoratrici ha subito molestie.

Presentando il Rapporto, Afrasyab Khattak, ex presidente dell'HRCP, ha accusato la classe politica di non difendere in nessun modo i diritti delle donne e dei bambini. Khattak, ha perfino rivelato che "un bambino di tre anni è stato arrestato per aver violato le leggi sui crimini di frontiera e sta scontando la propria pena a Haripur". Khattak ha affrontato anche la questione dei pakistani detenuti nelle carceri afgane e ha affermato che: "Il governo afgano vuole consegnare questi prigionieri alle istituzioni giudiziarie pakistane in modo che possano essere giudicati, ma il Pakistan ha rifiutato la proposta". Secondo alcuni dati non ufficiali circa 400 pakistani sarebbero detenuti nelle carceri afgane da tre anni in attesa di giudizio.

L'HRCP  è preoccupata del futuro. Tracciando il quadro del contesto pakistano, il direttore dell'HRCP, I.A.Rehman, ha affermato che "il 2004 ha registrato alcuni tra i peggiori incidenti di violenze settarie e inoltre preoccupa in prospettiva futura il frequente ricorso alla violenza da parte dello stato per risolvere le manifestazioni del disagio sociale". La soluzione militare è la prima opzione del governo per risolvere i problemi: "in mancanza del rispetto della legge e di giustizia – ha detto Rehman - qualsiasi persona accusata di terrorismo non ha una rappresentanza legale e in alcuni casi può rimanere in prigione ingiustamente per anni". I.A.Rehman ha affermato inoltre che "il rapporto disegna un quadro cupo sul progresso della legislazione pakistana che difende sempre gli interessi dello stato e non favorisce una crescita democratica del paese".
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