26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 25/03/2010 11:48
CINA - STATI UNITI
Dopo Google, un altro gigante del Web lascia la Cina
Go Daddy, che gestisce i domini online, annuncia di voler chiudere i propri uffici nel Paese asiatico e attacca i nuovi regolamenti “troppo restrittivi. Non vogliamo diventare un agente della polizia cinese”. Ma alcuni analisti di Borsa sospettano che dietro le fughe si nascondano dei conti in rosso, e non i diritti umani.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Dopo la decisione di Google di andare in “esilio” a Hong Kong, un altro gigante americano delle telecomunicazioni ha deciso di abbandonare il territorio cinese. La scelta, comunicata questa mattina da Go Daddy, deriverebbe da “crescenti preoccupazioni” per l’aumento della censura del governo cinese su internet. Alcuni analisti, però, iniziano a ritenere queste “fughe dalla Cina” un modo per nascondere i fallimenti economici ottenuti nella nazione asiatica.
 
Christine Jones, vice presidente esecutivo della compagnia, spiega: “La decisione è stata presa in piena autonomia. Ci siamo basati sulla nostra esperienza con il governo cinese, che ora chiede troppe informazioni sui nostri utenti. Noi non vogliamo diventare agenti dell’esecutivo di Pechino, e siamo molto preoccupati dell’aumento del livello di controlli sugli utenti internet”.
 
Il riferimento è al nuovo regolamento emanato dal governo, che impone alle compagnie che operano su internet di fornire alle autorità una serie di dati anagrafici degli utenti che richiedono i loro servizi. A Go Daddy, che gestisce i domini web, Pechino chiede inoltre due fotografie a colori e una copia della carta di identità di chiunque voglia aprire un nuovo sito. La nuova legge, inoltre, è retroattiva.
 
“Non ha senso - sottolinea ancora la Jones – cambiare procedure che sono sempre state sufficienti al governo senza motivo apparente. Noi pensiamo che la Cina stia usando internet per tenere sotto stretto controllo i propri cittadini, invece di emanare leggi per punire chi usa la Rete per attacchi cybernetici. Noi crediamo inoltre che l’aumento di questi attacchi derivi proprio dalla mancanza di severità contro i veri criminali”.
 
Anche gli utenti hanno attaccato i nuovi regolamenti, che “minacciano il potenziale di internet e trattano gli utenti come potenziali criminali” e ricordano che “la Costituzione e le leggi cinesi definiscono ‘libero’ l’accesso e l’uso di internet”. Il co-fondatore di Google, Brin, ha aggiunto che “la Cina in questo campo assomiglia sempre di più all’Unione Sovietica”.
 
Tuttavia, alcuni analisti economici di Hong Kong e Shanghai sospettano che dietro a questi proclami a favore dei diritti umani e contro la censura cinese si nascondano interessi economici. Un operatore della Borsa di Shenzhen spiega: “I motori di ricerca che operano su internet sopravvivono se vendono pubblicità. Gli investitori interni hanno sempre preferito Baidu [il principale motore in lingua cinese] rispetto a Google, che aveva i conti in rosso. Ecco perché se ne sono andati”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
23/03/2010 CINA
L’ira di Pechino su Google liberato dalla censura
di Wang Zhicheng
10/05/2010 CINA
Crescono gli internauti che aggirano la censura cinese
13/04/2006 Cina
Google e Pechino collaborano ad un nuovo giro di vite sull'informazione libera
21/04/2006 Cina
Anche Skype si allinea alla censura del regime cinese
07/06/2006 stati uniti - Cina
Google ammette: "Con la censura in Cina abbiamo tradito i nostri principi"

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate