15/12/2018, 09.00
THAILANDIA-ISLAM
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Dopo gli scandali, il Consiglio islamico thai vieta i matrimoni infantili

Per sposarsi ora serviranno: autorizzazione di un tribunale islamico, approvazione dei genitori e parere di un sottocomitato. I musulmani sono circa il 4% della popolazione, ma nel sud del Paese sono il 24%. Nelle province a maggioranza islamica, le ragazze povere sono date in sposa dopo le prime mestruazioni. Attivisti accusano gli imam di lucrare sul fenomeno.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Per la prima volta, il Consiglio islamico centrale di Thailandia (Cicot) ha emesso un divieto a livello nazionale contro il matrimonio infantile, vietando le unioni tra i minori di 17anni. Il provvedimento segue di alcuni mesi le polemiche e l’indignazione pubblica, scatenate in tutto il Paese dalle nozze tra una bambina thai di 11 anni ed un malaysiano 41enne.

In Thailandia, il 94,6% dei cittadini professa la religione buddista ed i musulmani rappresentano poco più del 4% della popolazione. Il matrimonio si era svolto nel sud della Thailandia, dove vivono più di due milioni di islamici di etnia malese (circa il 24% dei residenti). La storia è diventata virale sui social media, quando la seconda moglie dello sposo ha sporto denuncia presso la polizia della Malaysia. L’unione non era riconosciuta dalla legge civile ma era stata celebrata sotto gli auspici di un consiglio islamico della provincia di Narathiwat.

Ieri, in occasione della preghiera del venerdi, le autorità religiose hanno esposto le nuove direttive ai fedeli di tutte le moschee della nazione. Aziz Phitakkumpon, leader islamico che presiede il Cicot, le aveva approvate a fine novembre scorso. D'ora in poi, le moschee possono autorizzare le nozze tra minori di 17 anni, solo se un tribunale islamico ha dato il permesso o i genitori hanno firmato un documento d’approvazione presso l'ufficio del Comitato islamico provinciale o la stazione di polizia locale. È istituito anche un sottocomitato speciale, per  valutare queste unioni e dare il via libera solo se il matrimonio va a beneficio di entrambi gli sposi. Uno dei tre membri della commissione dev’essere una donna con conoscenza delle leggi islamiche, incaricata di condurre un colloquio con la ragazza.

I matrimoni infantili sono una pratica diffusa nelle province del sud a maggioranza musulmana. Qui le ragazze provenienti da famiglie povere vengono date in sposa nelle moschee locali, dopo le prime mestruazioni. Nelle province di Pattani, Yala, Narathiwat e Satun, la legge islamica era utilizzata al posto del Codice civile per questioni familiari e di eredità. A differenza delle leggi nazionali, essa non specifica tuttavia l'età minima per il matrimonio. La scappatoia ha permesso a molti uomini provenienti dalla Malaysia (Paese a maggioranza musulmana) di prendere in moglie ragazze thai molto più giovani come mogli. Attivisti denunciano che molti imam hanno lucrato su quello che è un vero e proprio giro d’affari. La direttrice della Commissione nazionale per i diritti umani, Angkhana Neelapai-jit, dichiara che la mossa del Consiglio islamico non è sufficiente: “Senza sanzioni stabilite per i trasgressori, il regolamento è più una ‘richiesta di collaborazione’”.

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