22 Ottobre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 16/03/2007
INDIA
Dopo il massacro di poliziotti, in molti chiedono al governo di cambiare politica
di Nirmala Carvalho
Ieri i maoisti hanno ucciso 55 poliziotti nel Chhattisgarh. Le modalità dell’attacco fanno dire a funzionari di polizia e politici che non si tratta solo di ribelli, ma dell’ala armata di un gruppo organizzato.

New Delhi (AsiaNews) – Emergono i particolari del violento assalto compiuto ieri dai ribelli maoisti contro una caserma della polizia nel distretto di Bijapur, regione di Bastar (Chhatisgarh), nel quale 55 poliziotti sono stati uccisi e altri 11 feriti. Si diffonde la convinzione che i ribelli non siano solo un gruppo locale ma una forza ben organizzata.

Per ore le opere di soccorso sono state ostacolate dalle mine sepolte intorno al luogo della battaglia. E’ stato difficile persino raggiungere i feriti, giacenti in mezzo ai corpi dilaniati dalle granate. Circa 400 ribelli hanno lanciato l’attacco intorno alle 2 del mattino contro i 75 poliziotti che riposavano nel campo fortificato. Lo hanno illuminato con generatori portatili e colpito con bombe a mano e bombe molotov, in una battaglia durata 3 ore. Un testimone racconta che “quando i ripari hanno preso fuoco, i poliziotti sono dovuti uscire fuori e sono caduti sotto il fuoco dei ribelli”.

Trentanove dei poliziotti caduti appartengono al Salwa Judum, una milizia popolare creata da un anno e mezzo, nella quale sono arruolati decine di migliaia di tribali locali antimaoisti. Prima dell’arrivo dei rinforzi, i ribelli hanno depredato l’armeria e sono scomparsi nelle fitte giungle del Chhattisgarh e dell’Andhra Pradesh, dopo avere disseminato mine intorno al campo.

L’attacco di ieri è il più violento lanciato dai ribelli nel Chhattisgarh, da quando lo Stato fu costituito il 1° novembre 2000, e mostra la loro capacità di mobilitare centinaia di combattenti. Oggi molti ufficiali di polizia dicono che i maoisti non sono solo “una forza locale” e che il governo deve rivedere la propria politica. “I Naxaliti [nome che indica i maoisti indiani] – dice un ufficiale – non sono una milizia locale. Piuttosto operano come l’ala armata di un gruppo ben organizzato. Ricordatevi: polizia e governo debbono cambiare strategia”.

Accese critiche sono state rivolte contro il Capo ministro dello Stato, Raman Singh. Il ministro federale dell’Interno, Shivrai Patil, ha assicurato rinforzi militari e maggiori mezzi per contrastare simili azioni.

Da 30 anni i maoisti hanno iniziato la loro rivolta armata nell’India meridionale e settentrionale. Dicono di battersi per i diritti dei contadini privati della terra e dei tribali. In queste zone i funzionari non osano viaggiare con veicoli del governo, per paura di essere attaccati, e anche le milizie meglio organizzate non escono dai campi dopo il crepuscolo. I ribelli hanno una grande forza in 8 dei 16 distretti del Chhattisgarh e in alcuni hanno creato una vera amministrazione e un sistema di giustizia paralleli a quelli statali. Colpiscono sia le Forze dell’ordine che i civili che ritengono collaborino con lo Stato. Anche per questo sono state create queste milizie civili di tribali, che guidano le Forze di sicurezza nelle fitte foreste e che identificano i guerriglieri.

Secondo dati ufficiali, negli ultimi 22 mesi nel Chhatisgarh ci sono stati 1.187 attacchi violenti compiuti dai Naxaliti, con almeno 676 morti.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
30/05/2007 INDIA
Proseguono i disordini nel Rajasthan, dopo i morti di ieri
15/03/2007 INDIA
La polizia spara sui contadini: decine di morti e feriti
di Nirmala Carvalho
06/09/2006 PAKISTAN
Il Pakistan "cede" il Waziristan settentrionale ai ribelli tribali
23/03/2007 NEPAL
Maoisti contro poveri Madhesi: decine di morti e di feriti
di Prakash Dubey
30/04/2007 INDIA
Comunisti del Bengala in guerra contro i contadini
di Nirmala Carvalho

In evidenza
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate