17/12/2010, 00.00
PAKISTAN - CINA - INDIA
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Dopo l’India, Wen in visita in Pakistan

Il premier cinese vola diretto da New Delhi in Pakistan. Attesi importanti accordi economici, ma si discuterà soprattutto di energia nucleare, trasporti e servizi finanziari. In India tanti accordi economici ma scarse iniziative in altri settori.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Inizia oggi la visita di tre giorni del premier cinese Wen Jiabao in Pakistan. Tra i tanti accordi previsti, si parlerà soprattutto del collegamento via terra tra Pakistan e Cina, molto a cuore a entrambi i Paesi. Wen è volato in Pakistan proveniendo da New Delhi, dove pure è stato in visita ufficiale.

La Cina è uno dei principali partner commerciali del Pakistan ed è prevista la firma di accordi per 20 miliardi di dollari tra ditte dei due Paesi, per energia, agricoltura, infrastrutture e sanità.

Oggi Wen incontrerà il premier pakistano Yousuf Raza Gilani, per parlare soprattutto del porto di Gwadar, realizzato dalla Cina anche per avere uno sbocco sulla Penisola arabica, dove far approdare il greggio e le altre merci del Medio Oriente e dell’Africa.

Ora Pechino vuole creare una ferrovia e un oleodotto da Gwadar all’occidentale città cinese di Kashgar. Ma occorre attraversare montagne elevate, che pongono speciali problemi.

Gwadar è collegata alla città commerciale di Karachi e al resto del Pakistan con una strada di 450 chilometri, che per gran parte ha solo due corsie ed è dissestata in parecchi tratti. La difficoltà dei collegamenti via terra limita molto il traffico merci del porto.

Il Pakistan ha anche interesse agli investimenti di ditte cinesi, specie nei settori metallurgico, elettronico e automobilistico, alle quali offre varie facilitazioni.

Wen viene in Pakistan dall’India, dove ieri ha incontrato il premier Manmohan Singh. I due leader hanno parlato soprattutto di economia e commercio e vogliono portare gli scambi commerciali a 100 miliardi di dollari entro il 2015. Da pochi anni i due Paesi hanno molto rafforzato i rapporti economici, prima frenati dalla tradizionale rivalità e dai molti contrasti. Anche questa volta i premier hanno evitato con cura di affrontare i punti di attrito, come gli stretti rapporti di Pechino con il Pakistan, tradizionale antagonista dell’India con il quale ha combattuto tre guerre ed ha ancora aperta la contesa sulla regione del Kashmir. La Cina è uno dei principali fornitori militari del Pakistan, al quale cede armamenti e tecnologia senza porre condizioni sull’utilizzo.

I due colossi asiatici appaiono interessati soprattutto allo sviluppo economico, per il quale possono marciare affiancati, anche nei confronti dei Paesi occidentali. Invece Wen e Singh non risulta che abbiano affrontato le molte altre questioni sulle quali ci sono contrasti, dai confini all’utilizzo dell’acqua del fiume Brahmaputra che nasce in Cina e poi attraversa tutta l’India. In questa linea, Gilani ha spiegato ai giornalisti che i crescenti rapporti tra Cina e India non causano alcun problema al Pakistan.

Pechino ha già realizzato nel Punjab pakistano un reattore da 300 megawatt e ne ha in progetto un altro, ma discute pure la realizzazione di un reattore gigante, per fornire energia per fini civili. Cosa che ha suscitato il commento Usa che simile opere dovrebbero prima essere approvate dai 46 Paesi del Gruppo dei fornitori nucleari, non potendo esserci una diffusione incontrollata della tecnologia nucleare.

I maggiori accordi sono però attesi nel settore bancario, come ha annunciato alla televisione statale Masood Khan, ambasciatore pakistano in Cina. Pechino vuole istituire succursali di proprie grandi banche, come la Banca Industriale e Commerciale di Cina, maggior banca privata cinese.

Si discuterà anche di sicurezza: la Cina è sempre preoccupata per la possibile infiltrazione di militanti islamici dal Pakistan, specie nella regione dello Xinjiang, a maggioranza musulmana.  

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