03/01/2017, 11.39
EGITTO

Egitto, suicida in carcere un magistrato arrestato con l’accusa di corruzione

Loula Lahham

Il giudice Wael Shalaby, segretario generale del Consiglio di Stato, si è impiccato con una sciarpa. Egli era stato da poco arrestato nel contesto dello scandalo milionario che ha coinvolto Gamaleddin Al-Labban. Il legale del giudice accusa le guardie carcerarie per la mancata sorveglianza. Disposta l’autopsia sul cadavere.

 

Il Cairo (AsiaNews) - Il giudice Wael Shalaby, magistrato egiziano già segretario generale del Consiglio di Stato, la più alta giurisdizione amministrativa del Paese incaricata di controllare il rispetto da parte del governo delle leggi in vigore, si è impiccato ieri mattina con una sciarpa. Egli è morto nella cella di un carcere, dove si trovava rinchiuso da qualche giorno con l’accusa di corruzione.

Sayed Béheiri, legale del magistrato suicida, riferisce che “il mio cliente era in una situazione psicologica terrificante”, in particolare “dopo l’interrogatorio della polizia”. “È molto difficile per qualcuno che esercita una carica pubblica importante - ha aggiunto l’avvocato - perdere tutto perché accusato di corruzione da un agente di polizia”. Proseguendo il racconto, il legale sottolinea che “[Wael Shalaby] è andato in bagno, ha appeso la sciarpa all’impianto di riscaldamento dell’acqua e si è impiccato”. Egli denuncia il comportamento - a suo dire - “negligente” da parte delle guardie del carcere in cui il magistrato era detenuto.

A poche ore di distanza dall’impiccagione, il procuratore generale ha imposto la censura sui media impedendo la pubblicazione di informazioni o atti relativi all’inchiesta in corso.

L’arresto del giudice Wael Shalaby è avvenuto all’indomani del gigantesco scandalo che ha coinvolto Gamaleddin Al-Labban, arrestato il 26 dicembre scorso; nella sua abitazione le forze di sicurezza hanno sequestrato milioni in lire egiziane e in valute straniere. Uno scandalo di enormi proporzioni, mai visto prima sulla scena politica e istituzionale del Paese.

L’arresto di Labban aveva portato alle dimissioni di Shalaby dal Consiglio di Stato, organismo superiore rispetto al ministero di Giustizia, e poi al suo arresto. Osservatori ed esperti si aspettavano altre decine di arresti, ma la catena si è interrotta con questo suicidio.

Da parte sua, il procuratore generale ha disposto l’autopsia sul corpo di Wael Shalaby, per determinare con certezza la causa della morte del magistrato. I risultati saranno diffusi nei prossimi giorni.

Le autorità egiziane di recente hanno lanciato una campagna contro la corruzione, sottolineando che “nessuno può dirsi al di sopra della legge”.

Secondo il rapporto 2016 degli esperti dell’Ong internazionale Transparency International, l’Egitto si classifica all’88mo posto fra le nazioni più corrotte al mondo su un totale di 168 Paesi.

 

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